12.02.2013 / 11:55

SVIZZERA, SEGNALI CONTRASTANTI DALL'ECONOMIA

L’export inciampa a fine 2012
Il peggioramento della congiuntura a livello globale non ha
mancato di impattare sull’economia svizzera, che comunque
è riuscita a schivare una nuova recessione grazie
anche all’effetto stabilizzatore sulle esportazioni del tasso
di cambio minimo tra il franco e l’euro deciso nell’autunno
2011 dalla Swiss National Bank. Nel terzo trimestre 2012
l’economia rossocrociata ha fatto segnare un progresso
annuo dell’1,3% e le previsioni della Segreteria di Stato
dell’Economia (Seco) sono per una chiusura del 2012 con
un’espansione nell’ordine dell’1%. L’istituto governativo
con sede a Berna nell’ultima proiezione sul 2013 vede la
crescita attestarsi all’1,3% con disoccupazione in leggero
aumento, mentre il Pil elvetico dovrebbe riguadagnare
vigore nel 2014 crescendo del 2%. Oltre al sostegno avuto
dalla fissazione del floor (livello minimo tollerato) a 1,20 per
il cross euro/franco svizzero da parte della banca centrale,
il settore dell’export ha ammortizzato la situazione diffi cile
grazie anche alla presenza di alcuni rami molto solidi, come
l’industria farmaceutica e l’industria orologiera. Segnali
preoccupanti sono però arrivati dalla bilancia commerciale
di dicembre che ha evidenziato un avanzo commerciale
pari a poco più di 1 miliardo di franchi, in caduta rispetto ai
2,9 miliardi del mese precedente. A pesare è stato proprio il
netto ridimensionamento delle esportazioni nell’ultimo mese
dell’anno passate da 18,8 a 14 mld di franchi.


Discesa valuta potrebbe dare fiato all’economia
Buone indicazioni arrivano invece dalla manifattura: nel primo
mese del nuovo anno l’indice Pmi manifatturiero è salito
per la prima volta dall’agosto 2011 oltre quota 50 punti,
soglia spartiacque tra espansione e contrazione dell’attività
economica. Ripresa l’industria favorita dal simultaneo
cambio di rotta della valuta locale con il cross euro/franco
svizzero allontanatosi con decisione dal fl oor nelle prime
settimane del nuovo anno. Una graduale svalutazione del
franco si era avuta già nell’ultimo scorcio di 2012 in scia alle
misure annunciate dai grandi istituti di credito elvetici per
disincentivare il parcheggio di liquidità in depositi denominati
in franchi svizzeri. Ubs, prima banca del Paese, dal 21
dicembre scorso applica una tassa sui depositi in franchi
svizzeri mantenuti da istituzioni fi nanziarie, mentre Credit
Suisse ha deciso di applicare tassi di interesse negativi per
i conti in franchi svizzeri.
Il deprezzamento della valuta agevola il compito della banca centrale
che in questi anni era stata costretta ad aumentare considerevolmente
le riserve valutarie denominate in euro per difendere il floor
e dare fiato all’export elvetico che in buona parte è concentrato
verso i Paesi dell’area euro. Zurigo ritiene ancora il franco svizzero
eccessivamente sopravvalutato anche a questi livelli e quindi di
intralcio alla congiuntura svizzera.


Partenza d’anno sprint per la Borsa di Zurigo
La sponda arrivata dalla discesa del franco rispetto all’euro ha agevolato
l’ascesa della Borsa di Zurigo. Nel primo scorcio del nuovo
anno l’azionario elvetico è riuscito a fare meglio degli altri principali
listini europei con l’indice Smi di Zurigo salito di circa 8 punti
percentuali nel mese di gennaio, trainato soprattutto dal comparto
bancario. Negli ultimi 12 mesi la Borsa elvetica risulta la migliore nel
panorama dei principali indici azionari mondiali con un saldo positivo
del 20%. La scorsa settimana si è distinta Swatch grazie al
balzo del 26% dei profi tti nel 2012, oltre le attese del mercato.

Fonte: RBS