12.02.2013 / 12:21

APPLE:SCENDE DOPO DATI DELUDENTI VENDITE NATALIZIE

Prospettive meno rosee del previsto
I massimi storici oltre quota 700 dollari per azione appaiono un
lontano ricordo per Apple, protagonista in negativo negli ultimi
mesi complici i riscontri inferiori alle attese nell’ultima trimestrale.
Il titolo della Mela morsicata nel primo scorcio del nuovo anno
non ha seguito il rally di Wall Street ed è ritornato a quotare ai
livelli di inizio 2012 facendo registrare un calo di oltre il 14% da
inizio 2013. Rispetto ai massimi storici risalenti al settembre 2012,
il ritracciamento è addirittura del 35% che è costato alla creatura
di Steve Jobs anche la perdita dello scettro di società a più alta
capitalizzazione di mercato. La discesa del titolo del colosso
di Cupertino si è accentuata a seguito della pubblicazione dei
deludenti dati sulle vendite di iPad e iPhone nel periodo natalizio
e dei conti dell’ultimo trimestre 2012. Numeri deludenti che hanno
indotto le banche d’affari a rivedere al ribasso le previsioni.
Nel trimestre 2012, Apple ha riportato utili pari a 13,1 miliardi di
dollari, con il ritmo di crescita dei profi tti che risulta il più basso
degli ultimi 9 anni, con vendite globali cresciute meno di quanto
abbiano fatto negli ultimi 14 trimestri. Il lancio del nuovo iPad di
quarta generazione potrebbe non essere suffi ciente a rilanciare
le vendite, che per il trimestre in corso sono indicate nel range
41-43 miliardi di dollari, sotto le attese del mercato. Inoltre la
mancata diffusione dell’outlook sugli utili ha contribuito a indispettire
gli investitori circa le prospettive dei prossimi trimestri.


Liquidità record in pancia
Fa discutere l’enorme liquidità (oltre 137 mld di dollari) inutilizzata
da Apple. Su sollecito di Greenligh, azionista dal 2010, il board di
Apple ha discusso la possibilità di distribuire liquidità addizionale
agli azionisti che andrebbe ad aggiungersi al piano triennale da
45 mld di dollari lanciato lo scorso anno. Sul tavolo, in particolare,
c’è la possibilità dell’emissione di azioni privilegiate.

FONTE: RBS