12.02.2013 / 12:23

GRANTURCO: prezzi alti e volatili fino a estate inoltrata

Scorte globali ai minimi da nove anni
Il Granoturco si conferma sotto i riflettori. Al Chicago Board
of Trade le quotazioni di questa commodity nell’ultimo mese
hanno guadagnato il 6% portandosi in quota 7,24 dollari a
bushel. La spinta rialzista è arrivata prima dai dati diffusi dal
Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (Usda) e poi dall’International
Grains Council (Igc). Nel suo report trimestrale
sull’andamento delle scorte di cereali, l’Usda ha rilevato che al
primo dicembre gli stock statunitensi si attestavano a 8,03 miliardi
di bushel, il 17% in meno rispetto a un anno prima. Il dato
ha spinto gli esperti dell’Usda a ridurre di 44 milioni la view
sule scorte di fi ne stagione, stimate a 602 milioni di bushel, il
dato minore dal 1996 e suffi ciente a coprire sole tre settimane
di consumi. In linea con queste stime le indicazioni diffuse
dall’Igc che nel market report datato 17 gennaio ha ridotto la
stima sulle scorte di fi ne stagione da 116 a 113 milioni di tonnellate,
livello minore degli ultimi 9 anni.


Output statunitense atteso in calo del 13%
La contrazione delle scorte è attribuibile al calo della produzione
globale a seguito della terribile ondata di siccità, la peggiore
da oltre 50 anni, che quest’estate ha colpito i raccolti statunitensi.
L’Usda stima che il raccolto statunitense nel 2012/2013 si
attesterà a 273,83 milioni di tonnellate, il 13% in meno rispetto
a un anno prima. Il 40% della produzione a stelle e strisce sarà
assorbito dalla produzione di etanolo e nelle ultime settimane
l’Environmental Protection Agency ha rifi utato di sospendere
l’obbligo di miscelare etanolo alla benzina. La richiesta era
stata avanzata da sei governatori a causa dell’emergenza che
ha colpito il primo produttore e primo esportatore mondiale. “Ci
sono state diffi coltà –ha rilevato l’Epa- ma la nostra analisi ha
chiarito che l’impatto della rimozione sarebbe minimo, se non
nullo”. Segno più invece per l’output del secondo esportatore,
l’Argentina, che dovrebbe registrare un incremento di oltre il
30%. Nel complesso l’output globale è atteso in calo del 4% a
849,09 milioni di tonnellate. Segno meno anche per i consumi
che nonostante un -2%, la prima contrazione degli ultimi 17
anni, supereranno l’offerta di 13,4 milioni.


Prezzi visti volatili fi no all’autunno
Per quanto riguarda i prezzi, l’Usda avverte che per il Granoturco
bisognerà attendersi “prezzi alti e volatili fino a estate
inoltrata, in special modo sul mercato domestico”. Non a caso
il Dipartimento dell’Agricoltura statunitense nell’ultimo report
ha confermato il range per la stagione 2012/13 nella forbice,
particolarmente ampia, di 6,8-8 dollari per bushel. Allungando
l’orizzonte temporale, l’Economist Intelligence Unit (Eiu) si
attende una normalizzazione della situazione. “Anche se molto
dipenderà dalle condizioni meteo, è probabile che il raccolto
statunitense torni a crescere”, si legge nell’ultimo resoconto
preparato dagli esperti della testata britannica. “Un incremento
dell’offerta e una lieve risalita degli stoccaggi dovrebbero
mettere pressione ai prezzi nel 2013 e nel 2014” anche se la
spinta ribassista dovrebbe essere mitigata “da una domanda
particolarmente robusta”.

FONTE: RBS