12.02.2013 / 12:32

Corona Norvegese, rimane una delle divise più gettonate

Inizio anno in (lieve) flessione
Il risk on che ha caratterizzato i mercati negli ultimi mesi ha
allentato, ma solo parzialmente, le pressioni rialziste sulla Corona
Norvegese, una delle divise più gettonate in questi anni per trovare
riparo dalla crisi finanziaria. La divisa scandinava è reduce da un
altro anno di apprezzamento rispetto alle altre principali valute. In
particolare rispetto al dollaro Usa negli ultimi 12 mesi mostra un
saldo positivo del 4% circa (+10% se si guarda agli ultimi 7 mesi),
mentre la ritrovata fiducia verso le prospettive dell’area euro ha
contenuto il movimento del cross euro/krone che la scorsa estate
si era portato a un soffi o dai minimi storici risalenti al 2003 (7,23).
Livelli che rimangono ancora relativamente vicini con il cross che
nelle ultime settimane si è assestato a quota 7,4.


La forza della valuta non preoccupa Oslo
A contribuire a mantenere alta l’attenzione degli investitori sulla
Corona Norvegese c’è principalmente l’elevato ritmo di crescita
del Paese scandinavo, abbinato al solito stato di salute dei conti
pubblici (43,7% del Pil) che permette al paese di mantenere
saldamente il rating tripla A. Nonostante la battuta d’arresto nel
terzo trimestre del 2012 (-0,8% t/t per il Pil), l’espansione nel 2012
dovrebbe essere stata superiore al 3%. Le ultime stime dell’Ocse
vedono il ritmo di crescita mantenersi sostenuto nel biennio
2013-2014 riportando rispettivamente un +3,2% e +3,1% del Pil
grazie al sostegno della domanda interna e all’export trainato dal
settore petrolifero (la Norvegia è l’ottavo esportatore di petrolio al
mondo). La forza della valuta locale non sta però mancando di
turbare le esportazioni negli altri settori e in tal senso settimana
scorsa l’associazione degli industriali norvegesi ha caldeggiato un
taglio dei tassi rispetto al livello dell’1,5% a cui stazionano ormai
da inizio 2012. Differente appare invece l’orientamento della Norges
Bank, banca centrale del Paese, che prospetta un rialzo del
costo del denaro tra marzo e agosto (più in là rispetto alla prima
parte del 2013 indicata in precedenza). L’istituto centrale guidato
da Oeystein Olsen è preoccupato principalmente dal surriscaldamento
del mercato immobiliare con i tassi bassi che stanno
invogliando le famiglie a indebitarsi e investire sugli immobili. Non
desta preoccupazioni invece l’inflazione che dal 2009 si mantiene
ampiamente sotto il livello target del 2,5%. A gennaio l’indice dei
prezzi al consumo ha fatto segnare un +1,3% su base annua. Gli
ultimi deboli dati economici, in particolare l’inaspettato aumento
della disoccupazione al 3,5% (massimi da fi ne 2010), potrebbero
far sì che l’aumento dei tassi slitti ancora.


Nessuna inversione di tendenza all’orizzonte
La Corona Norvegese, guardando la parità del potere d’acquisto
calcolata dall’Ocse che prende come base il Dollaro Usa, risulta
attualmente la valuta più sopravvalutata con un +40% seguita dal
dollaro australiano. Le prospettive nel breve termine non sono di
un’inversione di tendenza per la Corona Norvegese in assenza di
azioni risolute da parte della banca centrale. Il consensus Bloomberg
vede il cross euro/nok mantenersi a ridosso dei minimi storici
quest’anno (7,28 il target per fi ne 2013). I bond governativi norvegesi
conservano un rendimento interessante nell’ordine del 2% per
il titolo decennale, superiore rispetto a quello offerto da altri Paesi
“rifugio” quali Svizzera, Germania e Giappone.
FONTE: RBS