19.02.2013 / 14:12

BRASILE:debole crescita ed elevata infl azione

Sgravi fiscali e investimenti per il rilancio
Momento difficile per l’economia brasiliana che dovrebbe
avere archiviato il 2012 con una flebile crescita
dell’1% circa. Per il nuovo anno le previsioni sono
più rosee. Secondo l’ultimo sondaggio settimanale
condotto dal Banco Central do Brasil l’espansione
del Pil della prima economica sudamericana dovrebbe
essere di poco superiore al 3%, con il governo
che sta spingendo la leva delle agevolazioni fiscali e
degli investimenti per rivitalizzare l’attività economica.
Gli sgravi fiscali, secondo le stime riportate dal quotidiano
brasiliano O Globo, toccheranno i 43,2 miliardi
di dollari quest’anno, di cui 40 miliardi di nuovi stimoli
per i produttori. Sul piano infrastrutturale - anche alla
luce dei grandi eventi sportivi in preparazione (Mondiali
di calcio 2014 e Olimpiadi del 2016) – sono stati
pianificati investimenti per 66 miliardi di dollari per la
rete ferroviaria e oltre 27 miliardi per i porti. Inoltre
il presidente del Brasile, Dilma Rousseff, sta implementando
il processo di privatizzazioni soprattutto
per quanto concerne gli aeroporti. Segnali ancora
non incoraggianti arrivano dalle esportazioni, scese
decisamente a gennaio (15,97 miliardi di dollari dai
19,75 miliardi del mese precedente), oltre 10 miliardi
sotto i massimi storici toccati nel 2011. Debolezza
che incide sulle prospettive di un’economia fortemente
dipendente dall’export come quella brasiliana, in
particolare di materie prime.


Pericolo inflazione e risalita della valuta
Tra i problemi che attanagliano il Paese carioca c’è
indubbiamente l’attuale combinazione di debole crescita
ed elevata inflazione. A gennaio i prezzi sono tornati a far
segnare una crescita sopra la soglia del 6% annuo, allontanandosi
ulteriormente dal target di inflazione fissato dal
governo al 4,5%. Il ministro delle Finanze, Guido Mantega,
intervenendo a margine del G20 di Mosca ha detto che il
Brasile farà il necessario per contrastare l’ascesa dell’infl
azione, aggiungendo che anche l’aumento del costo del
denaro è un’opzione. Parole che hanno aumentato le possibilità
di una prima stretta sui tassi nei prossimi mesi dopo il
risoluto taglio del costo del denaro portato avanti nell’ultimo
anno e mezzo dalla Banca centrale con l’intento di
risollevare le sorti della congiuntura carioca. Una sponda
alla discesa dell’inflazione potrebbe arrivare dall’apprezzamento
del Real Brasiliano che si sta materializzando in questo primo
scorcio d’anno dopo la discesa a due cifre del 2012. Mantega,
che per primo nel 2010 coniò il termine guerra delle valute, in
tal senso ha però sottolineato che l’esecutivo non consentirà un
eccessivo apprezzamento della divisa locale.


Fatica anche la Borsa di San Paolo
In affanno anche la Borsa di San Paolo. Dopo un avvio d’anno
promettente, l’indice Bovespa ha progressivamente lasciato posto
alle vendite e segna un saldo da inizio 2013 negativo di oltre
il 7 per cento. Considerando gli ultimi 12 mesi, le difficoltà del
Paese carioca si riflettono in una fl essione del 12% del suo indice
guida. Si prospetta deludente anche la stagione delle trimestrali
con utili sotto le attese per 8 delle 11 società del Bovespa che
hanno riportato i conti. In particolare il colosso petrolifero Petrobras
ha chiuso il 2012 con profitti ai minimi dal 2004 scivolando
in Borsa ai livelli più bassi degli ultimi 4 anni.

Fonte: RBS