26.02.2013 / 12:09

TURCHIA: crescita più lenta ma più affidabile

Crescita più contenuta
La Turchia non cresce più al ritmo prodigioso tenuto nel
biennio 2010-2011 ma si mostra sempre più affi dabile
meta d’investimento come testimoniato dagli affl ussi
record di capitali su azioni e bond turchi negli ultimi
12 mesi. L’assist decisivo è arrivato quattro mesi fa da
Fitch che ha deciso di promuovere il Paese al rango investment
grade migliorando il rating a lungo termine in
valuta straniera della Turchia a “BBB-”. Tra i punti di forza
individuati dall’agenzia di rating c’è il calo del debito,
un sistema bancario solido, le favorevoli prospettive di
crescita a medio termine grazie a un’economia relativamente
ricca e diversifi cata. Quest’anno la Turchia
dovrebbe segnare una riaccelerazione della crescita
dopo il +2,5% con cui dovrebbe avere archiviato il
2012. Il governo prevede per quest’anno un progresso
del 4%, ma l’ascesa potrebbe essere anche superiore
se l’export si confermerà a livelli record (a novembre
toccato il massimo storico mensile a 13,82 mld $) .
La Banca Mondiale ritiene che il Paese ha i mezzi per
conservare una crescita sostenuta nel medio termine
a patto che implementi le riforme strutturali. Tra i punti
critici da monitorare con attenzione, secondo l’istituto
di Washington, ci sono la dipendenza dai fi nanziamenti
a breve termine e il disavanzo delle partite correnti che
rimane comunque elevato.


Preoccupano inflazione e balzo dei prestiti
La frenata della congiuntura nell’ultimo anno non ha
sopito le tensioni sui prezzi con l’infl azione che a inizio
2013 ha ripreso a mordere segnando un +7,31% dal
+6,16% precedente. Uno scenario che rende diffi cile
il compito della banca centrale turca che settimana
scorsa ha agito per la seconda volta consecutiva sul
corridoio dei tassi guidata principalmente dal timore
che un eccessivo affl usso di denaro spinga troppo
in alto la Lira Turca. L’istituto di Ankara ha abbassato
ulteriormente il tasso overnight sui prestiti dall’8,75%
all’8,5%, mentre il livello più basso del corridoio dei tassi
è sceso al 4,5%. Non è stato invece toccato il tasso
di riferimento (repo rate a una settimana), rimasto fermo
ai minimi storici al 5,5% a cui era stato portato a fi ne
2012 dopo un immobilismo durato ben 16 mesi. L’istituto
guidato da Erdem Basci negli ultimi mesi ha alzato
la guardia sui movimenti della valuta locale rispetto a quelle
dei principali partner commerciali, dimostrandosi pronta ad
agire per indebolire la Lira. A preoccupare la banca centrale
c’è poi la rapida crescita del credito bancario, che secondo
gli ultimi dati risulta del 19,1% annuo rispetto al 15% ritenuto
tollerabile da Ankara.


Atteso un altro assist dalle agenzie di rating
Pausa di rifl essione per la Borsa di Istanbul negli ultimi due
mesi dopo l’ininterrotto rally del 2012 con l’indice DJ Titans
20 che è stato protagonista di un balzo di oltre il 50%. Nuovi
affl ussi potrebbero riversarsi sul Paese nel prossimo futuro
al momento dell’arrivo di un’altra promozione. Se un’altra
agenzia di rating seguirà la strada tracciata da Fitch lo scorso
autunno, sui mercati emergeranno con ogni probabilità
ulteriori affl ussi sui bond turchi poiché molti fondi esibiscono
tale condizione come strettamente necessaria prim a di poter
investire in un Paese.

Fonte: RBS