06.03.2013 / 10:21

ARGENTO: QUOTAZIONI AI MINIMI DA AGOSTO

Quotazioni ai minimi da agosto
Prima parte di 2013 all’insegna delle vendite per le quotazioni
dell’Argento, sceso nell’ultimo mese di oltre dieci punti percentuali
in quota 28,5 dollari l’oncia, il livello più basso dallo scorso
mese di agosto. Il calo dei prezzi è da un lato attribuibile all’allentarsi
della tensione legata alla crisi del debito europea e dall’altro
alla pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione del board della
Banca centrale statunitense che hanno fatto emergere la possibilità
di una fine anticipata del piano di acquisto asset. Il sentiment
degli operatori è ben sintetizzato dai dati diffusi dalla statunitense
Commodity Futures Trading Commission. Secondo il Commitment
of Traders nell’ultima settimana le posizioni nette lunghe sull’Argento,
la differenza cioè tra i contratti rialzisti e quelli ribassisti,
sono scese ai minimi da agosto sotto quota 17 mila unità.


La domanda industriale attesa a livelli record nel 2014
Oltre a essere influenzati dalla propensione al rischio, i prezzi
dell’Argento risentono anche dell’andamento della congiuntura
economica globale visto che questo metallo è ampiamente
utilizzato nel comparto industriale (in particolare nell’industria
elettronica e nella produzione di celle fotovoltaiche). Secondo le
stime diffuse a novembre 2012 da Thomson Reuters Gfms, l’anno
prossimo la domanda industriale di Argento grazie a un rialzo del
6% metterà a segno un nuovo record portando le richieste per
usi industriali al 57% del totale (54% nel 2011). “Un miglioramento
generalizzato del contesto economico, la crescita del comparto
auto e la ripresa delle costruzioni spingeranno le richieste”, si
legge nel report preparato dalla prestigiosa società di ricerca. A
livello geografi co un ruolo di primo piano sarà giocato dalla Cina,
che dal 2010 è passata da esportatrice netta a vorace acquirente
(secondo gli analisti, “l’Asia sta accumulando oro e consumando
Argento”). Le richieste del Dragone, sempre secondo le stime
di Gfms, l’anno prossimo saliranno al 18% del totale, contro l’8%
messo a segno nel 2012. Una spinta rialzista arriverà anche dalle
Banche centrali che (come del resto anche nel caso dell’oro)
negli ultimi anni sono passate da venditrici ad acquirenti nette di
questo metallo.


I fondamentali spingeranno i prezzi
I prezzi dell’argento, se confrontati con quelli dell’oro, sono da
sempre caratterizzati da una maggiore dose di volatilità a causa
di un mercato dalle dimensioni limitate (i future sull’oro sono 4
volte quelli sull’Argento) e caratterizzato dall’elevata presenza di
speculatori e di piccoli investitori. Secondo gli esperti contattati
dalla London Bullion Market Association nel 2013 il range entro
cui si muoveranno i prezzi sarà particolarmente ampio, pari a
13,55 dollari, e il prezzo medio di questa commodity si attesterà
a 33,21 dollari l’oncia, oltre il 16% in più rispetto ai livelli attuali. I
dati fondamentali sosterranno i prezzi che secondo il consenso
preparato da Bloomberg saliranno in quota 33,4 dollari l’oncia
nel secondo trimestre per superare quota 34 dollari nel terzo. La
spinta rialzista è destinata a continuare anche l’anno prossimo
quando un’oncia di Argento è attesa sopra 35 dollari.

FONTE: RBS