12.03.2013 / 11:01

Rame: frenato dai fondamentali

Produzione in crescita
Minimi da tre mesi per le quotazioni del Rame, sceso nelle
ultime sedute sotto i 7.700 dollari la tonnellata. La spinta ribassista
è attribuibile principalmente all’andamento dei fondamentali
che vedono la produzione ancora in crescita mentre
negli ultimi mesi si registra un ristagno della domanda in
Europa e negli Stati Uniti. In particolare l’incremento dell’output
minerario quest’anno dovrebbe registrare la performance
migliore da 13 anni. Secondo i dati elaborati dall’International
Copper Study Group (Icsg) dopo tre anni di deficit, nel 2013
l’offerta di Rame supererà la domanda di 458 mila tonnellate
(-426 mila tonnellate del 2012 e -214 mila nel 2011). Il sentiment
degli operatori è ben testimoniato dai dati relativi le
posizioni nette lunghe, la differenza tra rialziste e ribassiste,
su future e opzioni sul Rame che nell’ultima settimana sono
scese in territorio negativo attestandosi a 7.172 contratti per
un controvalore di quasi 640 milioni di dollari (fonte: Commodity
Futures Trading Commission).


Balzo dell’output minerario spinge l’offerta
L’Icsg stima che lo sfruttamento di nuove miniere in Mongolia,
Cile e Zambia nel 2013 farà salire l’offerta mineraria del 6,4%
annuo, un tasso più che doppio di quello registrato un anno
prima. Nel complesso l’offerta del metallo rosso è stimata
in crescita del 6% a 21,14 milioni di tonnellate: più indietro
la domanda, attesa a 20,682 milioni, l’1,5% in più rispetto
al 2012. Nei primi 11 mesi del 2012 la domanda di Rame è
salita del 3,5% annuo: il dato da un lato scaturisce dal -4,4%
registrato dalle richieste in arrivo da Giappone, Europa e Stati
Uniti e dall’altro dal +13% messo a segno dai consumi cinesi
(che da soli rappresentano circa il 40% del totale a livello globale).
Il dato, come spesso accade per gli aggiornamenti che
riguardano l’ex Regno di Mezzo, va preso con le pinze poiché
si riferisce al “consumo apparente”, ossia alla produzione di
Rame più o meno la variazione delle giacenze, più le importazioni
nette (un dato spesso gonfiato dall’utilizzo di metallo
come collaterale per operazioni finanziarie).


Metallo ciclico per eccellenza
L’ampio utilizzo del Rame nel comparto manifatturiero fa sì
che le richieste di questo metallo rispecchino fedelmente
l’andamento dell’economia, tanto che il metallo rosso è stato
soprannominato “Dr. Copper” per la sua capacità di preannunciare
i mutamenti nella congiuntura economica. Gli analisti
ritengono che, nonostante l’incremento della produzione, il miglioramento
dello scenario macroeconomico globale nei prossimi
mesi permetterà ai prezzi di riportarsi sopra la fatidica
soglia degli otto mila dollari la tonnellata. Secondo il consenso
elaborato da Bloomberg, nel secondo e nel terzo trimestre
le quotazioni del metallo rosso si attesteranno a 8.100 dollari
la tonnellata, oltre cinque punti percentuali in più rispetto ai
livelli attuali. L’anno prossimo il surplus di offerta dovrebbe
tornare a penalizzare le quotazioni, che nel primo semestre
2014 dovrebbero riportarsi in quota 7.900 dollari.

FONTE:RBS