12.03.2013 / 11:10

Peso Messicano una “grande valuta”

L’inflazione fa meno paura, tassi tagliati al 4%
Dopo un immobilismo durato oltre 3 anni e mezzo, la Banca
centrale messicana ha messo mano al costo del denaro
portandolo ai nuovi minimi storici, dal 4,5 al 4%. La decisione è
dettata dalla necessità di riallineare i tassi messicani con quelli
degli altri principali Paesi mondiali e poggia sul ridimensionamento
delle pressioni inflattive. L’istituto guidato da Agustin
Carstens vuole anche contrastare i crescenti rischi di rallentamento
della crescita nel breve termine. In tal senso potrebbe
pesare la stretta dipendenza dell’export messicano dalla
domanda statunitense, che rimane di gran lunga il principale
partner commerciale del Messico, che potrebbe scendere
quest’anno in scia al sequester scattato il 1 marzo (tagli automatici
alle spese per 85 mld di dollari). La mossa della banca
centrale non ha provocato scossoni per il Peso Messicano
reduce dall’oltre +8% del 2012 nei confronti del dollaro. La
divisa messicana sta mantenendo nel nuovo anno un andamento
laterale rispetto al dollaro, mentre è positivo il saldo con
l’euro (quasi +5% da inizio febbraio). Il Peso ha guadagnato
posizioni nello scacchiere valutario da giugno 2012 in avanti
complice anche l’effetto elezioni presidenziali con la vittoria
di Enrique Peña Nieto, entrato in carica a inizio dicembre, che
ha alimentato le aspettative di riforme strutturali e tolto il velo di
incertezza politica che teneva lontani gli investitori esteri.


Peso sempre più apprezzato dagli investitori esteri
Il maggiore appeal della valuta centroamericana è dettato
anche dalla solidità dei fondamentali economici. Bill Gross,
fondatore di Pimco, il più grande fondo obbligazionario del
mondo, ha definito il Peso Messicano una “grande valuta”
citando il basso debito messicano e la stabilità della sua
politica monetaria, oltre ai rendimenti interessanti (5% circa
quello del bond decennale) rispetto a quelli risicati offerti da
Paesi quali Germania e Stati Uniti. Secondo quanto stimato dal
Fondo Monetario Internazionale il debito pubblico messicano
dovrebbe attestarsi quest’anno al 43% del Pil (dal 42,85% con
cui ha chiuso il 2012), valori decisamente più contenuti rispetto
al 110% atteso per gli Stati Uniti e al 77% per la Germania. Sul
fronte della congiuntura economica, il Messico ha archiviato il
2012 con una crescita pari al 3,9%, stesso ritmo dell’anno precedente.
L’ultimo scorcio del 2012 ha visto un +0,8% su base
trimestrale con il rallentamento dell’export più che compensato
dalla domanda interna. Sul fronte inflazione, a febbraio si è
portata al 3,55% dal 3,25% precedente che rappresentava il
livello più basso dall’ottobre 2011. Livelli che rientrano ampiamente
nel range 2-4% indicato dall’istituto centrale.


Valuta ancora sottovalutata
Gli esperti di mercato ritengono che il sentiero di rivalutazione
del Peso Messicano proseguirà gradualmente nei prossimi
trimestri. Secondo il consenso Bloomberg il cross Dollaro Usa/
Peso Messicano potrebbe scendere a quota 12,25 tra dodici
mesi rispetto ai 12,70 attuali. La divisa messicana risulta ancora
tra le più sottovalutare del panorama mondiale. Considerando
la parità del potere d’acquisto calcolata dall’Ocse, il Peso
risulta infatti sottovalutato del 52,6% rispetto al Dollaro.

Fonte: RBS