26.03.2013 / 11:51

Atteso surplus di offerta per la soia

Il maltempo blocca l’hub di Paranagua
Andamento altalenante al Chicago Board of Trade per le
quotazioni della Soia. Dopo i minimi degli ultimi sette mesi
toccati a gennaio in scia alle stime sull’andamento del raccolto
2012/13, i prezzi hanno recuperato terreno, riportandosi agli
attuali 14,4 dollari per bushel, grazie alle notizie in arrivo dal
Brasile. Secondo i dati diffusi dall’Autorità portuale di Paranagua,
le condizioni meteo da inizio anno hanno impedito le
operazioni di carico per ben 27 giorni e intorno al primo hub
carioca si è formata una coda di 73 navi cargo che aspettano
di essere caricate. I ritardi accumulati nei porti brasiliani
hanno portato gli acquirenti cinesi, il Dragone rappresenta il
primo consumatore mondiale di questa commodity, a cancellare
ordini per circa 2 milioni di tonnellate e gli operatori stanno
scommettendo che gli ordinativi saranno dirottati sulla Soia
made in Usa.


Surplus di offerta nella stagione 2012/13
Al di là dei ritardi, il Dipartimento dell’Agricoltura statunitense
(Usda) stima che a partire dalla stagione 2012/13 il Brasile
diventerà il primo produttore e il primo esportatore mondiale
di Soia. Il raccolto del Paese sudamericano è stimato
in crescita del 28,4% a 83,5 milioni di tonnellate mentre le
esportazioni sono attese a 38,4 milioni di tonnellate, quasi il
6% in più rispetto a un anno prima. Il balzo brasiliano spedirà
il raccolto statunitense in seconda posizione a 82,06 milioni
di tonnellate (da 84,19 milioni) mentre sul gradino più basso
del podio si confermerà l’Argentina con 51,5 milioni (da 40,1
milioni, +28,4%). Nel complesso il raccolto globale è stimato
a 268 milioni di tonnellate, il 12% in più rispetto a un anno
prima e oltre 7 milioni di tonnellate al di sopra della domanda,
vista in aumento a 262,3 milioni (+2,4% a/a). A fronte del forte
incremento delle richieste in arrivo da Pechino, che secondo
l’Usda cresceranno di sette punti percentuali a 76,8 milioni, la
domanda di Soia dovrebbe registrare una contrazione, causa
la debolezza del contesto macro, in Europa e Giappone (-3 e
-2,7 per cento). Oltre che per l’alimentazione umana e degli
animali da allevamento, la Soia è sempre più utilizzata come
fertilizzante e nella produzione di carburanti ecologici.


L’Usda si attende un forte calo dei prezzi
Gli analisti sono concordi nel ritenere che nei prossimi mesi
il surplus di offerta che caratterizza il mercato della Soia sia
destinato a spingere al ribasso i prezzi. Secondo gli esperti
dell’Economist Intelligence Unit (Eiu), i prezzi, saliti dell’11,7%
nel 2012, quest’anno e l’anno prossimo scenderanno rispettivamente
del 3,3 e del 7 per cento. Quotazioni in deciso
calo anche per Joseph Glauber, capo economista dell’Usda,
secondo cui la crescita dell’output è destinata a far scendere
i prezzi di un terzo. “Le serie storiche indicano che potremmo
registrare raccolti da record e questo dovrebbe spingere al
ribasso i prezzi”, ha detto Glauber nel corso della conferenza
annuale dell’Usda. Secondo l’esperto le quotazioni di questa
commodity potrebbero arretrare di quasi il 30% portandosi in
quota 10,5 dollari.

Fonte RBS