08.04.2013 / 15:34

RUSSIA: fase di rallentamento economico e Mosca pensa al taglio dei tassi

Pil rallenta la corsa a fine 2012
L’indebolimento della domanda mondiale pesa sull’economia
russa che vede rallentare il proprio ritmo di
crescita. Se da un lato il presidente russo Vladimir
Putin ha indicato l’ambizioso obiettivo di portare il
tasso di crescita tendenziale al 5% annuo, da perseguire
spingendo l’acceleratore sugli investimenti,
dall’altro l’esecutivo moscovita prevede per quest’anno
un ritmo di crescita solo lievemente superiore a quanto
fatto nel 2012. Lo scorso anno si è chiuso con una
crescita inferiore alle attese pari al 3,4% rispetto al
4,3% dell’anno prima. Secondo la banca centrale ed
esponenti del Tesoro russo, una crescita più sostenuta
arriverà solo sotto la spinta propulsiva di ulteriori riforme
economiche. Mosca paga il progressivo affievolirsi
della domanda globale nella seconda metà del 2012
e i primi segnali del 2013 non sono incoraggianti con
una combinazione di minore crescita dei consumi
delle famiglie e deterioramento delle esportazioni
(-1,7% l’export a gennaio). Di contro la Russia continua
a godere di un mercato del lavoro in buona salute con
tasso di disoccupazione sceso al 5,8% a febbraio.


Inflazione intralcia l’azione della banca centrale
La fase di rallentamento economico potrebbe indurre
a un’azione di allentamento monetario da parte della
banca centrale russa. Il consensus Bloomberg vede
un primo taglio dei tassi all’8% già questo trimestre per
scendere fi no al 7,5% a inizio 2014. Nella riunione di
inizio aprile i tassi sono stati lasciati all’8,25%, però la
decisione è stata accompagnata da un tono più accomodante
verso futuri tagli in virtù dei crescenti rischi
economici. L’istituto centrale riconosce la decelerazione
in atto e guarderà ai prossimi sviluppi sul mercato
del lavoro e in quello del credito prima di fornire
supporto alla domanda interna. Inoltre snodo centrale
rimane l’inflazione. A marzo il ritmo di crescita dei prezzi
si è attestato al 7% annuo, in calo rispetto al 7,3%
del mese prima, ma ancora livelli praticamente doppi
rispetto al minimo storico del 3,6% toccato lo scorso
anno. In tal senso il numero uno della banca centrale
russa, Sergei Ignatyev, non ha escluso l’eventualità di
tagliare i tassi, a patto che l’inflazione scenda, mentre
al momento non è individuabile una chiara tendenza
al ribasso. L’ultimo rapporto del Fmi sulla Russia non
manca di rimarcare i progressi fatti dal Paese, sollecitando
però l’implementazione di un regime fiscale meno volatile e
più utile a contenere l’inflazione.


Gazprom guida discesa della Borsa moscovita
Archiviato un 2012 con rialzi a doppia cifra, il mercato azionario
russo ha vissuto un inizio 2013 sottotono. Il Russian Depositary
Index Eur (RDX), composto dai certificati di deposito
delle 15 azioni russe più liquide quotate sul London Stock
Exchange, segna da inizio anno un calo di oltre 5 punti percentuali
ed è reduce da tre settimane consecutive di cali. Tra
i titoli maggiormente rappresentativi spicca il momento molto
diffi cile di Gazprom, la cui capitalizzazione in Borsa è scesa
per la prima volta dal 2009 sotto la soglia dei 100 miliardi di
dollari. Il colosso statale del gas, che pesa per oltre il 19%
all’interno dell’indice RDX, ha visto dilapidarsi circa un terzo
del suo valore di mercato nell’ultimo anno complice il calo dei
profi tti e la prospettiva di dividendi inferiori alle previsioni.

FONTE: RBS