30.04.2013 / 11:38

SPAGNA: scenario recessivo con disoccupazione salita a livelli record.

Recessione più dura del previsto
Meno rigore sui conti e più enfasi sulla crescita. E’
il nuovo corso che intende portare avanti il governo
spagnolo dopo i negativi effetti sulla congiuntura iberica
delle misure di austerity volte a ridurre l’elevato
deficit di bilancio del Paese. Dopo un anno e mezzo
dalla salita al potere, il premier Mariano Rajoy si trova
a dover fronteggiare un scenario recessivo più grave
del previsto accompagnato da un elevato malcontento
sociale alla luce della disoccupazione salita a
livelli record. Le nuove stime per il 2013 diffuse settimana
scorsa dal governo vedono l’economia della
Spagna in contrazione dell’1,3% rispetto al -0,5%
indicato in precedenza. Per il 2014 è atteso il ritorno
alla crescita con un +0,5% mentre nel 2015 il Pil è
visto a +0,9%. Anche la Banca centrale spagnola ha
dato una sforbiciata alle stime di crescita: l’istituto
centrale ora vede un calo del Pil nell’ordine dell’1,5%
nel 2013. Una spina nel fianco rimane il mercato del
lavoro con la disoccupazione salita al nuovo livello
record del 27,16% alla fine del primo trimestre con
oltre 6 milioni di senza lavoro. Il tasso di disoccupazione
è atteso dall’esecutivo al 27,1% quest’anno
per poi ritracciare al 26,7% nel 2014 e al 25,8% nel 2015.


Gli obiettivi di bilancio slittano di due anni
Il contesto avverso ha reso ancora più impervia la
strada di risanamento dei conti pubblici da parte
del governo Rajoy. I dati Eurostat hanno evidenziato
che Madrid ha archiviato il 2012 con un disavanzo
di bilancio pari al 10,6% del Pil, il più elevato di tutta
l’Unione Europea, Grecia compresa (10%). Al netto
degli aiuti al settore bancario, il deficit è pari al 7,1%
del Pil. Numeri che hanno reso irrealizzabile l’obiettivo
concordato con Bruxelles di riportare il deficit al
di sotto del 3% già il prossimo anno. Il 26 aprile il governo
Rajoy ha pertanto aggiornato le proprie stime
con il rapporto deficit/Pil visto scendere quest’anno
al 6,3% e al 5,5% nel 2014. Il target di discesa del
deficit sotto il 3% è stato posticipato al 2016. Il debito
pubblico secondo le nuove proiezioni andrà a sfiorare
a soglia del 100% prima di invertire la tendenza.
La Commissione Europea ritiene fondamentale per
la Spagna proseguire sulla strada delle riforme. Bruxelles
rimarca che gli elevati livelli del debito interno e del debito
estero continuano a rappresentare un grave rischio per la
crescita e la stabilità finanziaria.


Ritorno di fiducia sui bond spagnoli
Nonostante il debole contesto macroeconomico, il mercato
azionario spagnolo sta proseguendo quest’anno il suo
percorso di recupero. Dai minimi toccati a nel luglio 2012,
l’indice Ibex 35 ha inanellato un progresso di oltre il 40 per
cento. Segnali positivi arrivano soprattutto dal fronte obbligazionario.
Il buon esito delle aste di titoli pubblici nel 2013
ha favorito un ulteriore restringimento degli spread, con il
differenziale tra Bonos e Bund che ora viaggia in area 300
punti mentre il rendimento del titolo decennale è sceso fino
al 4,215%, il livello più basso dal novembre 2010. Un andamento
che dimostra come gli investitori esteri sono tornati a
guardare con interesse alla Spagna.

Fonte: RBS