30.04.2013 / 11:59

Sterlina si allontana dai minimi grazie alla tenuta dell'econiomia inglese

Inversione del trend
La Gran Bretagna evita la terza ricaduta recessiva nel breve
volgere di 5 anni agevolando una repentina risalita delle
quotazioni della Sterlina che era stata protagonista di un inizio
d’anno con crescenti pressioni ribassiste. Durante la scorsa
settimana il pound ha accolto con consistenti rialzi il
risveglio dell’economia britannica nei primi tre mesi del 2013
che contribuiscono ad allentare le attese di un rafforzamento
del piano di allentamento quantitativo da parte della Bank of
England. La Sterlina si è così riportata a ridosso di quota 1,55
rispetto al dollaro Usa, sui massimi a oltre due mesi, mentre
rispetto all’euro ha agguantato i massimi da fine gennaio.
Rimane comunque negativo il saldo da inizio anno (-3% circa
rispetto all’euro e quasi -5% rispetto al dollaro Usa).
Il pound sfrutta la sponda della ripartenza economica
Il Pil britannico nel primo trimestre dell’anno ha segnato un
progresso maggiore delle attese pari allo 0,3% dopo il -0,3%
fatto segnare nel quarto trimestre del 2012. A livello tendenziale
l’economia britannica risulta in crescita dello 0,6 per
cento. La ripresa della congiuntura ha permesso alla divisa
d’oltremanica di allontanarsi ulteriormente dai minimi a quasi
tre anni rispetto al dollaro Usa toccati lo scorso 12 marzo
sotto quota 1,50. Il trend discendente era stato accentuato
dalla perdita del rating tripla A del Regno Unito decretata
a febbraio da Moody’s, a cui ha fatto seguito il 19 aprile la
stessa mossa da parte di Fitch. Le agenzie hanno preso
atto del deterioramento della situazione economica che ha
portato il governo di Londra a rivedere le sue previsioni sui
conti pubblici. E’ infatti slittato al 2017-2018 l’atteso punto di
svolta con l’inizio della discesa del debito. Per quest’anno le
nuove previsioni diffuse dall’Offi ce for Budget Responsibility
(Obr) sono di un rapporto defi cit/Pil ancora molto elevato pari
al 7,4%. Secondo l’istituto governativo quest’anno il Pil britannico
dovrebbe registrare una crescita dello 0,6% rispetto al
+1,2% indicato lo scorso dicembre. Nel 2014 è invece atteso
un progresso dell’1,8% dal +2% indicato in precedenza.
Sterlina, rianimata dal risveglio della congiuntura.

Banca Centrale attendista
La tenuta dell’economia nel primo scorcio dell’anno agevola
il compito della Bank of England (BoE) che negli ultimi mesi
era combattuta sulla necessità o meno di potenziare il piano
di acquisto di asset. Nel meeting di aprile il Monetary Policy
Committee della BoE ha visto ancora tre i membri favorevoli
ad aumentare il programma di allentamento quantitativo da
375 a 400 mld di sterline. Tra questi il governatore uscente
Mervyn King che a luglio lascerà l’incarico a Mark Carney. Il
prossimo meeting è in agenda il 9 maggio e il consensus non
si attende novità. La BoE deve soppesare le sue mosse causa
l’infl azione elevata (2,8% annuo a marzo) con un ulteriore
allentamento quantitativo che farebbe probabilmente slittare
verso l’alto le aspettative di inflazione che sono già di prezzi
sopra il target del 2% fino a inizio 2016. Su questo fronte la
BoE può avvalersi della sponda del governo con il cancelliere
dello Scacchiere, George Osborne, che ha annunciato la
revisione del mandato per la Banca centrale con maggiore
flessibilità nel raggiungimento del target del 2% di inflazione.

Fonte: RBS