30.04.2013 / 12:51

SCREENING TITOLI DI STATO 30 APRILE 2013

tra i report a pagamento troverete l’aggiornamento della selezione di bond governativi a tasso fisso. I titoli sono suddivisi in tre macro-aree (area euro, paesi core non euro, altri paesi), e all’interno di ciascuna sezione sono ordinati per scadenza e paese.
Nelle ultime colonne della tabella sono mostrati gli score del nostro modello di screening, rispettivamente il punteggio complessivo, il punteggio del rendimento e il punteggio del rischio. Per facilitare la lettura, sono evidenziati in rosso i punteggi peggiori, in verde i punteggi migliori.

Lasciamo invariata la ponderazione rischio/rendimento, assegnando al rendimento un peso di 4 in una scala che va da 1 a 5.
Nell’area euro i rendimenti si sino ridotti nel corso dell’ultimo mese per una generalizzata riduzione degli spread dei paesi periferici (Italia e Spagna) e semi-core (Belgio e Francia in particolare). Il modello continua a preferire i bond dei paesi periferici (Italia e Spagna), anche se il divario con i paesi più sicuri e quindi il premio al rischio si sono ulteriormente ridotti. I downside sono il rischio politico in Italia, tuttora presente, e la recessione/contrazione economica che continua ad attanagliare non solo i paesi maggiormente impattati dalle misure di aggiustamento fiscale, ma tutta la regione e i suoi principali partner commerciali.
Per i paesi core non euro la preferenza va tuttora ai titoli australiani, dato il significato carry e dato che la valuta AUD, nonostante gli obiettivi della banca centrale australiana, si mantiene forte anche per effetto dell’aumento della quota di riserve in AUD detenuta dalle principali banche centrali.
Tra i paesi non core ottengono i ranking migliori i titoli emessi da Sudafrica, Messico, Korea. La valutazione considera i rendimenti in local currency lasciando il cambio unhedged, senza copertura del rischio cambio. Ovviamente, è fondamentale abbinare alle considerazioni sul carry di un’emissione e sul profilo di rischio dell’emittente, anche le attese sulla divisa di denominazione che possono, se negative, compensare in tutto in parte il rendimento in valuta locale. A tal proposito, si ravvisano rischi di deprezzamento del rand sudafricano per l’aggravarsi dell’elevato deficit commerciale del paese, in seguito alla diminuzione dei prezzi delle commodities, mentre per la Korea del Sud permane il rischio di instabilità politica per le schermaglie con la vicina Korea del Nord.