07.05.2013 / 10:04

Svizzera: eccezzione europea per la crescita

Recessione più dura del previsto
L’economia svizzera continuerà a crescere anche
se a ritmo ridotto nei prossimi mesi. E’ quanto emerge
dal barometro del Centro di ricerca congiunturale
del Politecnico di Zurigo che all’ultima rilevazione
ha segnato 1,02 punti. L’indice, cresciuto ad aprile
per la prima volta dopo cinque mesi, segnala la
traiettoria dell’economia nei sei mesi successivi.
Questa impostazione è confermata anche dalle previsioni
della Swiss National Bank (SNB), la banca
centrale elvetica, per la quale l’economia svizzera
potrà crescere quest’anno tra l’1 e l’1,5% in ragione
di una graduale ripresa dell’economia globale. Nel
2012 il Paese ha registrato una crescita pari all’1
per cento. I dati ufficiali sul Pil dei primi tre mesi
del 2013 verranno diffusi il 30 maggio. II presidente
dell’istituto centrale elvetico, Thomas Jordan, ha
comunque spiegato che le incertezze rimangono
elevate in considerazione di un contesto internazionale
ancora fragile, che comporta significativi rischi
al ribasso per l’economia svizzera”. Un recente
sondaggio condotta da Bloomberg ha segnalato
che il tasso di disoccupazione, pari al 3,1% in marzo,
dovrebbe salire al 3,2% nel terzo trimestre e al
3,3% nel trimestre finale dell’anno.


L’argine al superfranco
L’andamento del Franco Svizzero è considerato da
Zurigo un tassello fondamentale per l’economia rossocrociata.
Per questo dal settembre 2011 la Banca
Nazionale Svizzera ha fissato un tetto a 1,20 contro
l’euro al fine di contenere l’eccessivo rafforzamento
del franco in scia ai flussi di liquidità alla ricerca di
beni rifugio che investivano il Paese. L’apprezzamento
del franco ha infatti un effetto negativo sulle
esportazioni del Paese. Per questo lo scorso anno
la SNB ha speso 188 miliardi di franchi, pari a poco
più di 150 miliardi di euro, per proteggere il cap fissato.
A fine aprile l’istituto centrale ha ribadito di essere
pronto a comprare un illimitato ammontare di
valute estere per difendere il cap e di essere pronto
anche a prendere qualsiasi altra misura si rendesse
necessaria. In questa occasione Jordan ha dichiarato
che il cap sul Franco è ancora necessario ad
isolare l’economia svizzera dai rischi sull’euro, dato che
l’area euro, la principale destinazione delle esportazioni
svizzere, è in recessione.


Il pharma guida la Piazza di Zurigo
Anche i mercati finanziari confermano la buona intonazione
complessiva dell’economia elvetica. Dall’inizio del
2013 la Borsa di Zurigo ha registrato un vero e proprio
rally. L’indice SMI ha guadagnato circa 19 punti percentuali,
una performance che mette la Svizzera tra i listini
migliori al mondo nei primi mesi dell’anno. A trainare la
piazza di Zurigo è stato soprattutto il comparto farmaceutico.
Le società farmaceutiche svizzere hanno registrato
performance inaspettate, dal +15% di Novartis al +24%
di Roche al +33% di Actelion. Le uniche performance
a singola cifra (comunque positive) tra i 20 titoli che
compongono l’indice sono quelle di Richemont, Adecco,
Holcim e Syngenta.

Fonte RBS