07.05.2013 / 10:34

MPS: travolto da scandalo derivati e pulizia di bilancio

Svalutazioni miliardarie
Il Monte dei Paschi sta vivendo il periodo più drammatico della
sua storia ultracentenaria. La banca senese, colpita tra gennaio
e febbraio dallo scandalo derivati, ha chiuso il 2012 in profondo
rosso per 3,17 miliardi di euro dopo aver svalutato crediti per
2,67 miliardi. Con questa pulizia di bilancio imposta dalla Banca
d’Italia, la copertura delle sofferenze dell’istituto è salita al
57,9%, il livello più elevato rispetto ai principali gruppi bancari
del Paese. Oltre a questo, hanno pesato le perdite sui derivati
tossici Nota Italia, Santorini e Alexandria. Nel dettaglio i contratti
Alexandria e Santorini, stipulati rispettivamente con Nomura e
Deutsche Bank, hanno pesato per oltre il 40% dello squilibrio
patrimoniale del Monte. A livello patrimoniale, considerando i
3,9 miliardi di euro di Monti Bond sottoscritti a fine febbraio, il
Core Tier 1 avrebbe raggiunto quota 11,3%. Mps dovrebbe restituire
gli aiuti pubblici nel 2015 anche se, parola del presidente
Alessandro Profumo, “nulla è scontato”. Nei prossimi mesi la
banca dovrà cercare di lasciarsi alle spalle le vicende giudiziarie
per perseguire gli obiettivi del piano industriale 2012-2015
presentato lo scorso anno dall’Ad Fabrizio Viola.


Titolo resta sempre sotto pressione
A Piazza Affari il Monte dei Paschi, dopo aver raddoppiato il suo
valore da fine luglio 2012 a metà gennaio 2013, ha intrapreso la
strada dei ribassi dopo lo scoppio dello scandalo derivati. Nelle
ultime settimane il titolo si è però riportato sopra quota 0,20 euro
sfruttando l’allentamento delle tensioni sui titoli di Stato.

Secondo gli analisti la redditività della banca rimarrà
sotto pressione finché i tassi d’interesse non riprenderanno a
crescere. Nel frattempo Mps si concentrerà sul taglio dei costi
operativi, che entro il 2015 dovranno scendere da 3,5 a 2,9
miliardi di euro anche attraverso la chiusura di 400 filiali.

Fonte RBS