07.05.2013 / 10:41

Piombo: prezzi ai minimi ma attesi in risalita

Prezzi ai minimi a 8 mesi
Finita l’emergenza scorte, la cui scarsità nell’ultima parte del
2012 aveva sostenuto i prezzi del Piombo al London Metal
Exchange (Lme), nelle ultime settimane la pressione esercitata
dai fondamentali ha spinto le quotazioni di questo metallo
sotto area 2 mila dollari la tonnellata. Al costante incremento
dell’offerta negli ultimi mesi si è sommata la contrazione della
domanda in arrivo da Stati Uniti e Giappone, dove in genere
i consumi del primo trimestre segnano un calo rispetto ai
tre mesi precedenti. Influenzati da una spiccata stagionalità,
le quotazioni di questo metallo sono invece poco vulnerabili
alle fluttuazioni del ciclo economico perché gran parte della
domanda è destinata alla produzione di batterie per auto (che,
a causa del breve ciclo di vita che caratterizza questo tipo di
prodotti, presenta una bassa correlazione con l’andamento
della congiuntura economica). Il Piombo è inoltre utilizzato
nell’industria vetraia, in quella degli armamenti e in quella
informatica.


Surplus di offerta anche quest’anno
Secondo le stime diffuse dall’International Lead and Zinc Study
Group (Ilzsg), l’Agenzia delle Nazioni Unite nata per assicurare
trasparenza ai mercati di questi due metalli, anche nel
2013 la domanda di Piombo, stimata in aumento del 4,8% a
11,09 milioni di tonnellate, sarà inferiore all’offerta. Come per
diverse altre commodity, un ruolo centrale è svolto dalla Cina
la cui domanda nell’anno corrente è vista in crescita del 6,7%
grazie alla forza del comparto auto e alle crescenti richieste di
batterie destinate a far funzionare le bici elettriche. Segno più
anche per la domanda europea che dopo due cali consecutivi
è stimata in crescita dell’1,9%. Per quanto riguarda l’offerta,
secondo l’Ilzsg l’output minerario aumenterà del 3,5% a 5,43
milioni di tonnellate grazie alla riapertura di miniere in Australia
(miniera Paroo Station), Italia (Porto Vesme) e Bolivia (Karachipampa).
Sommando il metallo riciclato, che secondo i calcoli
dell’Ilzsg segnerà un incremento del 4,8%, l’offerta totale è
vista a 11,13 milioni di tonnellate. Nei prossimi anni la quota di
metallo ottenuto dai rottami, il cosiddetto Piombo secondario,
è destinata a salire in scia dell’incremento dell’attività di riciclo
in Cina dove attualmente la lavorazione delle vecchie batterie
rappresenta solo il 35% dell’offerta (21% dieci anni fa), contro
il 60% della media mondiale.


Prezzi attesi in risalita
Nelle prossime settimane le quotazioni del Piombo dovrebbero
capitalizzare il ritorno sul mercato degli acquirenti statunitensi
e nipponici. Gli esperti dell’Economist Intelligence Unit stimano
che l’incremento delle richieste nel terzo e nel quarto trimestre
spingeranno il prezzo di una tonnellata di Piombo sopra i 2.300
dollari. La tendenza rialzista dovrebbe continuare nel 2014
quando la prestigiosa testata britannica vede le quotazioni
sopra i 2.400 dollari la tonnellata in scia di un modesto miglioramento
del contesto macroeconomico, in particolare in Cina, e
di una minore disponibilità del metallo fisico a causa dell’utilizzo
del Piombo come collaterale nelle operazioni finanziarie.

Fonte RBS