07.05.2013 / 10:47

Dollaro Statunitense: ancora influenzato dalle decisioni di Bernanke

L’indice del dollaro in rialzo del 4%
Il biglietto verde si conferma tonico. Nonostante l’aggressività
delle politiche monetarie della Federal Reserve, il Dollaro
statunitense da un lato sta capitalizzando la ritrovata verve
dell’economia a stelle e strisce (ad aprile il tasso di disoccupazione
è sceso al livello minimo dal 2008 al 7,5%) e dall’altro
è sostenuto dalla mancanza di valide alternative per gli
investitori: sulla moneta unica continua a gravare la debolezza
della congiuntura economica e la crisi del debito (mai del tutto
risolta) mentre la divisa nipponica paga pegno alla cosiddetta
“Abenomics”, il mix di politiche monetarie e fiscali ultra-espansive
tramite le quali l’esecutivo guidato da Shinzo Abe punta a
metter fine a oltre un decennio di deflazione. Il sentiment degli
operatori è ben sintetizzato dal Dollar Index, il paniere che
misura l´andamento del “greenback” nei confronti di un basket
di 6 valute (euro, yen, sterlina, franco svizzero, dollaro canadese
e corona svedese), salito negli ultimi tre mesi del 4%.


La Fed potrebbe aumentare il QE
Nelle ultime sedute il rafforzamento del biglietto verde ha
dovuto fare i conti con le indicazioni emerse dall’ultima riunione
della Fed. Al termine della riunione del primo maggio, il
Comitato ha fatto sapere che potrebbe “aumentare o ridurre il
ritmo dei suoi acquisti per adeguare le politiche accomodanti
in base ai cambiamenti del mercato del lavoro o dell’inflazione”
aprendo, per la prima volta, a un possibile incremento del
piano di acquisto asset (attualmente fissato a 85 miliardi di
dollari mensili). La Fed non ha perso occasione per rimproverare
i membri del Congresso, incapaci di trovare un accordo
per evitare i tagli automatici alla spesa e quindi colpevoli di
neutralizzare parte dell’effetto espansivo innescato dal “Quantitave
Easing”.


Biglietto verde ancora “prigioniero” della Fed
Anche nei prossimi mesi l’andamento del Dollaro Usa rimarrà
condizionato dalle misure che verranno prese dall’istituto
guidato da Ben Bernanke. In un report pubblicato lo scorso
25 aprile, gli analisti dell’Economist Intelligence Unit (Eiu)
hanno alzato le stime sull’andamento della divisa a stelle e
strisce. “Con la Zona Euro che è ormai giunta a un punto
morto, abbiamo deciso di alzare la view sull’andamento della
divisa statunitense riducendo l’outlook sull’eurodollaro da 1,33
a 1,31”, rileva l’Eiu. Secondo gli esperti dell’importante testata
britannica, il cambio potrebbe essere spinto al rialzo da un
miglioramento dei fondamentali in Eurolandia, “sostenuta con
vigore dalla Banca centrale europea”, e dall’effetto combinato
delle “schermaglie fiscali e della politica monetaria estremamente
espansiva negli Stati Uniti”. Per quanto riguarda invece
il cross con la divisa del Sol Levante gli analisti sono concordi
nel ritenere che il superamento della fatidica soglia 100-yen
sia ormai, vista la determinazione mostrata finora dal nuovo
esecutivo nipponico, solo una questione di tempo. Nel complesso,
l’Eiu stima che l’indice del dollaro si attesterà in media
a 87,2 punti nel 2013, oltre il 6% in più rispetto ai livelli attuali,
mentre l’anno prossimo l’indicatore è stimato a 88,4 punti.

Fonte RBS