31.05.2013 / 13:35

Turchia: cresce l'affidabilità  e la barsa d'Instanbul sale

Status investment grade anche da Moody’s
Cresce l’affidabilità della Turchia agli occhi degli investitori.
I progressi fatti da Ankara sono stati ulteriormente
certificati dalla promozione arrivata questo mese da
parte di Moody’s. L’agenzia di rating statunitense ha
alzato il giudizio sul debito sovrano della Turchia al rango
investment grade (Baa3 dal precedente Ba1) con
outlook stabile, seguendo di qualche mese l’analoga
decisione presa da Fitch nel novembre scorso. Il merito
di credito della Turchia ora risulta allo stesso livello di
Paesi quali Spagna e India. La decisione di Moody’s è
scaturita da miglioramenti economici recenti e prospettici,
con il governo che ha ridotto il suo debito e il defi cit
delle partite correnti. In particolare quest’ultimo dovrebbe
scendere quest’anno a circa il 7% del Pil rispetto
ai picchi a doppia cifra toccati nel 2011. “I progressi
sulle riforme strutturali e istituzionali – ha sottolineato
Moody’s - dovrebbero permettere al Paese di ridurre la
vulnerabilità a shock esterni”.


Sponda della banca centrale per stimolare la crescita
L’upgrade di Moody’s era atteso dal mercato come
testimoniato dai flussi di investimenti record verso il
Paese nel corso degli ultimi mesi. A muovere maggiormente
il mercato negli ultimi mesi è stato l’intensificarsi
dello stimolo monetario per ridare vigore all’attività
economica. Nella riunione del 16 maggio la banca
centrale turca ha portato il reporate a una settimana
dal 5 al 4,5%. Ritoccato al ribasso anche il cosiddetto
corridoio dei tassi passato a 3,5-6,5%, 50 punti base
in meno sia per l’estremo superiore che per quello
inferiore. Sul fronte tassi forte appoggio del governo di
Ankara all’azione della banca centrale con il ministro
dell’Economia, Zafer Caglayan, che ritiene possibile
una discesa del tasso di riferimento fino ai livelli di
quello della Corea del Sud (pari al 2,5%). La politica
monetaria decisamente più aggressiva rispetto al
passato è volta a sostenere al meglio l’economia che
nel 2012 ha evidenziato una crescita del 2,2% rispetto
al +8,5% del 2011. Per quest’anno attesa una riaccelerazione
con Ankara che prevede un +4% del Pil per
poi salire a +5% nel 2014. L’azione dell’istituto centrale
guidato da Erdem Basci mira anche a evitare un eccessivo
apprezzamento della Lira Turca rispetto alle valute
dei principali partner commerciali della Turchia in modo da
evitare che la sua forza gravi sulla congiuntura. In tal senso
l’allentamento monetario ha favorito nell’ultimo mese un calo di
oltre il 3% della Lira rispetto al dollaro Usa con la valuta scesa
ai minimi a quasi un anno.


Continua il rally della Borsa di Istanbul
Dopo un inizio d’anno improntato sulla cautela, la Borsa di
Istanbul ha ripreso ad attirare le attenzioni degli investitori.
Dopo il poderoso rally di oltre il 50% con cui è stato chiuso
il 2012, l’indice DJ Titans 20 vanta anche in questo 2013 un
saldo positivo di oltre il 16% con la promozione anche da parte
di Moody’s che ha favorito nuovi ingenti afflussi anche sui
bond turchi, con il rendimento del bond biennale che è sceso
ai nuovi minimi storici sotto la soglia del 5%, poiché molti fondi
d’investimento presentano come condizione per investire in un
Paese l’assegnazione del rango investment grade da parte di
almeno due delle tre principali agenzie di rating mondiali.

Fonte: Rbs