31.05.2013 / 13:40

GRANTURCO. PREZZI ATTESI IN ULTERIORE DISCESA

Quotazioni si sgonfiano
Si conferma il momento diffi cile per il Granoturco. Al Chicago
Board of Trade le quotazioni di questa soft commodity viaggiano
in area 6,5 dollari a bushel con una discesa nell’ordine del
10% nel corso degli ultimi due mesi allontanandosi ulteriormente
dai picchi storici toccati la scorsa estate a quota 8,49 dollari
per bushel. La spinta al ribasso si è accentuata in scia alla
diffusione delle nuove stime sul nuovo raccolto negli Stati Uniti
che dovrebbe raggiungere livelli record, anche se non mancano
perplessità circa l’effettivo andamento della semina alla
luce delle avverse condizioni meteo. Freddo e pioggia hanno
infatti ritardato la stagione della semina anche se il Dipartimento
dell’Agricoltura statunitense (Usda) ha rimarcato che il 71% della
semina era stata completata favorendo un’ulteriore discesa
dei prezzi del Granoturco. Gli Stati Uniti sono il primo produttore
e il primo esportatore mondiale di questo cereale.


Stati Uniti e Argentina verso raccolti record
Il report World Agricultural Supply and Demand Estimates (Wasde)
di maggio diffuso settimana scorsa dall’Usda prevede la
possibilità del raggiungimento di una produzione record di mais
nella stagione 2013-2014 negli Stati Uniti nonostante il lento avvio
della stagione della semina. Il rapporto Wasde prevede una
raccolta di 158 bushel per acro (sotto i 163,6 stimati lo scorso
febbraio) per complessivi 14,1 miliardi di bushel, in crescita
di quasi 3,4 miliardi di bushel rispetto al raccolto dello scorso
anno che era stato condizionato dalla grave siccità che colpì
gran parte degli Stati Uniti. L’attuale record di raccolto risale
al 2009 con 13,09 miliardi di bushel. Se le previsioni verranno
confermate, le scorte di Granoturco potrebbero spingersi oltre
la soglia dei 2 miliardi di bushel. Raccolto record atteso anche
per l’Argentina, secondo maggior esportatore al mondo di mais
dopo gli Stati Uniti. L’ultimo report della Food & Agriculture
Organization (Fao) vede la produzione della nazione sudamericana
salire a 25,7 milioni di tonnellate nel 2013, in crescita del
21% rispetto alla stagione precedente, con export in aumento
dell’8%.


Prezzi attesi in ulteriore discesa
A livello mondiale la produzione di Granoturco nel 2013/14 è
prevista dall’Usda a un record di 965,9 milioni di tonnellate con
il commercio complessivo visto in crescita grazie all’aumento
delle importazioni dalla Cina che dovrebbe più che compensare
il calo di quelle dell’Unione Europea. Il consumo mondiale di
questa commodity agricola è stimato di 936,7 milioni di tonnellate,
72,8 milioni di euro in più rispetto al 2012/13. L’eccesso
di offerta dovrebbe quindi continuare a gravare sui prezzi
del Granoturco attesi in ulteriore calo nei prossimi trimestri. Il
consensus Bloomberg vede infatti il prezzo scivolare in area 6
dollari per bushel a fi ne anno per poi scendere ulteriormente a
inizio 2014 a quota 5,8 dollari. Secondo l’Economist Intelligence
Unit l’incremento dell’offerta e una lieve risalita degli stoccaggi
dovrebbero continuare a pesare sui prezzi anche se la spinta
ribassista potrebbe essere mitigata da una domanda robusta.

FONTE: RBS