31.05.2013 / 13:43

CORONA DANESE: ECONOMIA PRONTA A RIPARTIRE

Movimenti minimi all’intero della banda di oscillazione
Si mantiene sostanzialmente piatto l’andamento delle quotazioni
della Corona Danese nei confronti dell’euro anche
in questa prima parte di 2013. Dai massimi toccati a metà
gennaio (7,4634) , il cross euro/Corona Danese è ridisceso in
area 7,45. La valuta nordica, in base all’Aec II, ha un rapporto
di cambio prestabilito pari a 7,46038 corone per ogni euro.
Per consentire una certa libertà in termini di politica monetaria,
le due monete possono contare su una banda di oscillazione
in più o in meno del 2,25% rispetto al rapporto prestabilito
di cambio. La divisa nordica segna invece un calo di quasi
il 2% da inizio anno rispetto al dollaro Usa con un marcato
-4% dai massimi annui toccati a inizio febbraio.


Conti pubblici in regola ed economia pronta a ripartire
All’interno dell’Unione europea la Danimarca è uno dei pochi
Paesi a tenersi ben stretta la tripla A, il rating di massima
affi dabilità creditizia, da parte delle tre principali agenzie
di rating. Stando alle stime snocciolate da Bruxelles a inizio
maggio il rapporto debito/Pil dovrebbe attestarsi quest’anno
a circa 45 punti percentuali. Il Paese nordico, dopo avere sperimentato
una contrazione del Pil dello 0,5% nel 2012 in scia
alla crisi dei debiti sovrani nella zona euro, quest’anno dovrebbe
tornare a crescere. Secondo le previsioni della Commissione
Europea, la Danimarca registrerà una crescita dello 0,7%
nel 2013 e dell’1,7% l’anno successivo. Stime leggermente
migliori rispetto a quelle diffuse dal ministero dell’Economia
danese che indicano un Pil in progresso di solo lo 0,5% per il
2013 (dato rivisto al ribasso contro il range +0,5/+1% indicato
nel mese di marzo) e a +1,6% per il 2014. Un miglioramento
della congiuntura dovrebbe gradualmente rifl ettersi, secondo
il governo, sul mercato del lavoro già a partire dalla seconda
metà dell’anno. Sebbene la situazione economica sia in
miglioramento, Copenaghen ha una spina nel fi anco. Si tratta
del comparto immobiliare, un problema comune a molti Paesi
dell’Unione, con il valore delle case sceso del 20% e che sta
indebolendo il sistema bancario del Paese.

Banca centrale segue Bce e taglia i tassi
Dopo il taglio di inizio maggio deciso dalla Banca centrale
europea (Bce) anche in Danimarca l’istituto centrale ha dato
una sforbiciata ai tassi di riferimento, portandoli allo 0,20%
dallo 0,30%. Si tratta dei nuovi minimi storici. Un movimento
che non ha colto di sorpresa i mercati visto che la Nationalbank
è solita seguire le mosse dell’Eurotower per mantenere
la moneta danese stabile nei confronti dell’euro. Solo a gennaio
la banca centrale danese si era mossa controcorrente e
nonostante l’immobilità della Bce aveva rivisto al rialzo il costo
del denaro allo 0,3%. Intanto I danesi continuano a mostrarsi
scettici nei confronti dell’euro. Che la Danimarca sia lontana
da un possibile ingresso nell’eurozona è confermato dalle recenti
dichiarazioni del primo ministro, Helle Thorning-Schmidt,
che ha defi nito come “irrealistico” un referendum sull’euro nel
breve termine. Una chiusura all’euro che trova riscontro nei
sondaggi, secondo i quali se ci fosse un referendum il 42%
dei danesi direbbe ‘no’ all’euro, e solo un danese su sette
sarebbe certo di votare a favore dell’ingresso nella zona euro.

FONTE: RBS