04.06.2013 / 14:35

Franco Svizzero, si amplia distanza dal cap

Prosegue il graduale deprezzamento
L’allentamento delle tensioni nell’area euro sta progressivamente
contribuendo ad allentare le pressioni rialziste sul Franco
Svizzero che a maggio ha toccato i minimi a 2 anni rispetto
alla divisa unica europea. Il cross euro/franco si è spinto fino a
1,265 per poi assestarsi a fine mese in area 1,24. La discesa
ai minimi a 2 anni è coincisa inoltre con le dichiarazioni del
presidente della Swiss National Bank (SNB), Thomas Jordan,
che ha aperto alla possibilità di uno spostamento del cap con
il mercato che lo ha subito interpretato come un possibile passaggio
da 1,20 a 1,25. Da inizio anno la divisa rossocrociata è
arretrata di quasi il 3% rispetto all’euro e ancora di più rispetto
al dollaro Usa (-4,5%). Il Franco Svizzero è ormai ben distante
dal cap (livello minimo tollerato) per il cambio euro/chf fissato
dalla banca centrale elvetica nel 2011 a quota 1,20.


L’economia elvetica resiste a debolezza eurozona
Il percorso di normalizzazione della valuta elvetica, che si è
accentuato lo scorso mese, ha visto anche il focus degli investitori
tornare ai fondamentali economici. Il confermarsi della
debole congiuntura europea, con la Bce costretta a tagliare
i tassi ai nuovi minimi storici, ha visto euro e Franco Svizzero
scendere a braccetto alla luce della stretta dipendenza della
valuta elvetica alla domanda proveniente dai partner europei.
Contesto avverso che sta comunque vedendo la Svizzera
uscirne relativamente indenne anche grazie all’effetto benefi
co del cap sulla competitività delle sue imprese. Confortanti
conferme sono arrivate nel primo trimestre con Pil in salita dello
0,6% su base trimestrale, decisamente meglio delle attese,
con un +1,1% su base annua. Anche gli ultimi riscontri relativi
agli interscambi commerciali hanno visto l’export attestarsi ad
aprile a 17 miliardi di franchi svizzeri dai 16,66 mld precedenti.
La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) ha sottolineato
come a inizio anno impulsi positivi sono giunti soprattutto
dai consumi privati, dagli investimenti nell’edilizia nonché dal
commercio estero. Per l’intero anno le previsioni della Seco
sono di un +1,3% del Pil con l’economia svizzera che nei
mesi primaverili dovrebbe aver beneficiato dell’andamento
positivo dei mercati finanziari internazionali e dei primi segnali
di ripresa dell’economia mondiale. La ripresa vera dovrebbe
però esserci nel 2014 con un +2,1%.


Attesa per prossima riunione della SNB
Una nuova valutazione sulle prospettive di crescita e inflazione
arriverà dalla prossima riunione di politica monetaria della
Swiss National Bank, in agenda il 20 giugno. Nell’ultimo meeting,
a marzo, la SNB prevedeva una crescita 2013 tra l’1%
e l’1,5% con inflazione ancora in negativo ( -0,2%). Sarà interessante
vedere se la SNB continuerà a ritenere il livello della
valuta eccessivo chiudendo ancora a ogni ipotesi di avvio di
exit strategy. Lo scemare delle tensioni sui mercati rende al
momento meno probabile una nuova ondata di acquisti sugli
asset in divisa rossocrociata. Anche il consensus Bloomberg
non vede il Franco sotto pressione nei priossimi mesi con
euro/chf visto a 1,26 a inizio 2014, mentre il cross dollaro/chf
potrebbe riportarsi sulla parità a cavallo tra 2013 e 2014.
Per investire sul Franco Svizzero, RBS mette a disposizione un
certificato Valuta Plus e un’obbligazione Franco svizzero.

Fonte. RBS