04.06.2013 / 14:39

Il prezzo del Platino anche nel 2013 sarà condizionato
dai fattori relativi l’andamento dell’offerta

La tensione resta alta
Dopo sette anni di surplus, nel 2012 si è registrato un deficit
per il mercato del Platino. Stando ai dati diffusi dalla società di
consulenza Gfms in occasione della presentazione del “Platinum
and Palladium Survey 2013”, il disavanzo è stato provocato
dagli scioperi che hanno ridotto l’offerta in arrivo dal Bushveld
Complex, la struttura geologica sudafricana che rappresenta la
più grande riserva mondiale di questo metallo. I dati elaborati da
Gfms vedono l’offerta complessiva del 2012 scesa ai minimi da
nove anni a 7,1 milioni di once, il 10% in meno rispetto al dato
precedente. La situazione è lungi dall’essersi risolta alla luce del
piano di ristrutturazione annunciato da Anglo Platinum (che dovrebbe
passare per il blocco totale di due miniere e per circa sei
mila licenziamenti) e dell’avvio delle trattative in vista dei rinnovi
contrattuali biennali. “Nei prossimi due mesi assisteremo a interruzioni
significative dell’offerta”, ha dichiarato William Tankard,
direttore della ricerca di Gfms.


Pesa la debolezza dell’automotive europeo
Il Platino è una commodity sui generis. Da un lato è un metallo
prezioso, e quindi uno strumento per proteggere il valore di un
investimento nelle fasi d’incertezza, dall’altro gode di una forte
valenza industriale, e di conseguenza è direttamente correlato
con l’andamento del ciclo economico. Oltre il 35% delle richieste
arriva dall’industria dei gioielli mentre il 40% della domanda è
appannaggio del comparto auto, dove questa materia prima è
utilizzata nella produzione di marmitte catalitiche per motori diesel
(per i catalizzatori dei motori a benzina si utilizza il palladio).
Secondo i dati contenuti nel “Platinum and Palladium Survey”,
l’anno scorso la domanda di Platino è cresciuta di un punto
percentuale a 7,2 milioni di once e quest’anno, alla luce della
debolezza del comparto auto nel Vecchio continente (dove i motori
diesel sono maggiormente sviluppati), il dato non dovrebbe
far registrare grandi scossoni. Oltre che con la debolezza del
contesto macro, la domanda di Platino in arrivo dall’automotive
dovrà fare i conti anche con la concorrenza del palladio che
grazie all’utilizzo di tecnologie innovative inizia a essere utilizzato
anche per le vetture diesel.


Blocchi produttivi dovrebbero sostenere i prezzi
Alla luce delle tensioni che circondano le forniture in arrivo dal
Sudafrica, è particolarmente difficile stimare l’andamento dei
prezzi nei prossimi mesi. Nonostante la debolezza della domanda
e l’abbondanza delle scorte (che nel 2012 si attestavano a
4,3 milioni once, pari a un intero anno di produzione sudafricana
o a sette mesi di consumi), i possibili blocchi dell’attività produttiva
nelle miniere sono destinati a spingere al rialzo le quotazioni.
Non a caso la stima 2013 di Gfms prevede un range di prezzo
particolarmente ampio e pari 1.375-1.750 dollari l’oncia con un
dato medio vicino ai 1.600 dollari, quasi il 10% in più rispetto ai
livelli attuali. “Il prezzo del Platino anche nel 2013 sarà condizionato
dai fattori relativi l’andamento dell’offerta”, ha detto Tankard.
Lo studio della stagionalità dei prezzi ha evidenziato come
in genere il massimo annuo venga raggiunto a cavallo dei mesi
di giugno e luglio.

FONTE: RBS