14.06.2013 / 12:04

OLANDA:  l’appuntamento con la ripresa è rimandato all’anno
prossimo.

Un anno in più per far tornare deficit sotto il 3%
Da sempre vicina alle posizioni della Germania in
tema di rigore contro i Paesi del Sud Europa, l’Olanda
si trova a fronteggiare una debole crescita economica
abbinata al ritardo sul piano di rientro del deficit. A
fine maggio la Commissione europea ha certificato le
difficoltà del Paese dei mulini a vento, la quinta maggiore
economia della zona euro, concedendogli più di
tempo per rimettersi in carreggiata e riportare il disavanzo
sotto la soglia critica del 3% del Pil. Come Parigi
anche Amsterdam avrà un anno in più per raggiungere
i target di bilancio del patto di stabilità dell’Unione
economica e monetaria. Secondo le nuove previsioni
della Commissione europea l’Olanda registrerà un
rapporto defi cit/Pil pari al 3,6% per il 2013 per poi
scendere al 2,8% il prossimo anno. La commissione
guidata da Barroso ha esortato il governo liberale di
Rutte a proseguire sulla strada del consolidamento
fiscale e delle riforme strutturali. Ma non solo, l’economia
olandese deve superare gli squilibri e le rigidità
del mercato immobiliare, e incoraggiare la partecipazione
al mercato del lavoro.


Massimo merito creditizio a rischio
Per tornare a guadagnare credibilità e mantenere la
tripla AAA (da qualche tempo vacilla con Moody’s e
Fitch che hanno abbassato le prospettive a negative),
il governo ha varato lo scorso ottobre un programma
quadriennale di misure di austerità pari a 16 miliardi
di euro e di fronte alla fragile congiuntura il primo
ministro olandese, Mark Rutte, potrebbe decidere
ad agosto l’implementazione di misure di austerità
supplementari pari a circa 4 miliardi di dollari per raggiungere
l’obiettivo entro il 2014. L’economia olandese
è già finita in recessione due volte negli ultimi quattro
anni. La debole domanda interna continua a pesare
sulla ripresa che procede a rilento e rimane debole.
Come affermato dal Fondo monetario internazionale i
Paesi Bassi stanno affrontando le medesime difficoltà
dei Paesi periferici: l’elevato indebitamento delle famiglie,
la debolezza del settore finanziario, il calo delle
compravendite nel comparto immobiliare, il rapido
aumento della disoccupazione e infine una asfittica
domanda interna. E in uno scenario così frammentato
l’appuntamento con la ripresa è rimandato all’anno
prossimo. Questo il responso che emerge dalle recenti previsioni
diffuse sia dalla Commissione europea sia dall’Ocse.
Bruxelles stima una contrazione del Pil dei Paesi Bassi pari
allo 0,8% nel 2013 e una crescita dello 0,9% per l’anno prossimo.
Leggermente più pessimistiche le indicazioni dell’istituto
parigino che vede un Pil a -0,9% per l’anno in corso e un
+0,7% per l’anno successivo. Quanto alla disoccupazione il
tasso, secondo le stime di entrambi gli istituti, è destinato a
salire intorno al 7% nel 2014.


La Borsa di Amsterdam non paga dazio
Nessuna correlazione tra i mercati e la congiuntura economica.
Malgrado i dati negativi in arrivo dal fronte economico la
Borsa di Amsterdam ha seguito il buon umore dei principali
listini europei e mondiali. Da inizio anno l’indice AEX, che
raggruppa le principali aziende olandesi quotate ad Amsterdam,
ha guadagnato circa il 6%, mentre negli ultimi dodici
mesi il listino è salito di quasi il 20%. Tra i singoli titoli negli
ultimi dodici mesi si è messo in evidenza Asml (+60% circa)
sostenuto dalle attese di crescita della domanda di chip di
nuova generazione per tablet e smartphone.

FONTE: RBS