14.06.2013 / 12:11

PALLADIO: spinta rialzista attribuibile all’andamento dei fondamentali

Mercato in deficit anche quest’anno
I fondamentali continuano a sostenere le quotazioni del Palladio.
Dopo esser saliti a marzo a 780 dollari l’oncia (il livello massimo dal
settembre 2011), i prezzi di questo metallo al London Platinum &
Palladium Market si stanno confermando tonici in quota 750 dollari,
oltre l’8% in più rispetto a un mese fa. In un contesto di generale
debolezza del comparto delle commodities (negli ultimi sei mesi
l’indice S&P Gsci, che rileva le performance di 24 materie prime,
ha perso quasi il 4%) le quotazioni del Palladio sono salite di oltre il
10%, contro il -6,4% messo a segno dal platino e il -17,7% registrato
dall’oro. La spinta rialzista è attribuibile all’andamento dei fondamentali:
secondo la prestigiosa società di consulenza Gfms, che lo scorso
2 maggio ha presentato il “Platinum and Palladium Survey 2013”,
il mercato del Palladio, che nel 2012 ha registrato un defi cit di 1,1
milioni di once (il maggiore degli ultimi 11 anni), nell’anno corrente si
confermerà in rosso per 800-900 mila once.


Domanda tonica
Il disequilibrio del mercato è in primo luogo attribuibile alla contrazione
dell’offerta, penalizzata dalla crisi dell’industria mineraria in
Sudafrica e dal calo delle forniture in arrivo dalle scorte strategiche
russe (i due Paesi da soli rappresentano circa quattro quinti delle
forniture globali). Nel primo Paese si trova il Bushveld Complex, una
struttura geologica che rappresenta la più grande riserva mondiale
di platinoidi, mentre il Palladio russo arriva dal colosso minerario
Norilsk Nickel, che da solo soddisfa il 40% dell’offerta mondiale. La
società, per venire incontro al costante incremento delle richieste, è
solita acquistare ingenti quantità di questo metallo dal Gokhran, l’ente
statale che gestisce gli stock di metalli preziosi e gemme, e dalla
Banca centrale. Nonostante il livello delle scorte di Palladio detenute
dalle autorità moscovite sia coperto da segreto di Stato, gli analisti
sono concordi nel ritenere che gli stock siano ormai esauriti. “Negli
ultimi dieci anni il rilascio delle scorte governative russe ha rappresentato
un elemento di stabilizzazione per i prezzi del Palladio”, ha
dichiarato William Tankard, direttore della ricerca di Gfms. “ Nel 2010
però –continua Tankard- il mercato ha iniziato a scontare la fine di
questo fl usso […] e noi riteniamo che dopo essersi dimezzate nel
2012, le vendite da parte delle autorità russe potrebbero terminare
nel 2013”. Indicazioni rialziste arrivano anche dalla domanda, particolarmente
ciclica poiché per la quasi totalità in arrivo dal comparto
industriale. Il Palladio è impiegato nell’industria chimica, elettronica,
gioielliera e soprattutto in quella automobilistica (oltre il 65% del totale),
dove trova applicazione nella produzione di marmitte catalitiche
di motori a benzina (per i motori diesel viene utilizzato il platino).
Gfms è ottimista sull’andamento della domanda alla luce del buon
andamento delle immatricolazioni in Cina e Stati Uniti, due mercati in
cui gran parte del parco auto è composto da vetture a benzina.


Outlook si conferma positivo
“Alla luce dell’andamento dei fondamentali, l’outlook relativo i prezzi
si conferma positivo”, ha detto Tankard che ritiene che il prezzo
medio 2013 si attesterà a 725 dollari l’oncia. Sostanzialmente in linea
il consenso elaborato dagli analisti contattati dalla London Bullion
Market Association, secondo cui il prezzo medio nell’anno corrente
si attesterà a 744 dollari, circa 100 dollari in più rispetto al dato 2012.

FONTE: RBS