26.06.2013 / 13:00

Giappone: affiorano timori su efficacia azione Bank of Japan

L’Abenomics regala ritorno a crescita sostenuta
Chiari segnali di forza in arrivo dall’economia nipponica.
La svolta impressa dall’esecutivo guidato da
Shinzo Abe, le cui aggressive azioni di stimolo fiscale
e monetario sono ormai conosciute sotto il nome
“Abenomics”, inizia a dare i suoi primi frutti con i primi
tre mesi dell’anno chiusi con un Pil in crescita del
4,1% annualizzato (+1% su base trimestrale) e anche
gli ultimi riscontri sul trimestre in corso sono convincenti
con le esportazioni cresciute al ritmo del 10,1%
a/a a maggio rispetto al +3,8% precedente. Ultima
mossa in ordine di tempo è stato l’annuncio delle
misure di stimolo economico. La terza freccia dell’Abenomics
ha però parzialmente deluso le aspettative
soprattutto per quanto riguarda la mancanza di
misure concrete sul mercato del lavoro e di tagli sulla
pressione fiscale. Il piano si basa sull’aumento dei
redditi del 3% ogni anno e una serie di liberalizzazioni
e incentivi all’attività economica (istituzione di zone
economiche speciali per attrarre le imprese straniere).
L’obiettivo è pervenire a una crescita del Pil reale
annuale del 2% per il prossimo decennio.


Dubbi su efficacia azione della BoJ
Gli effetti attesi dai forti stimoli fiscali e monetari hanno
indotto questo mese la Banca Mondiale a rivedere
al rialzo le proprie stime relative al Paese del Sol Levante
prevedendo una crescita pari al 3% nel 2014.
Più caute le previsioni del Fmi che vede un +1,6%
del Pil quest’anno e dell’1,4% nel 2014. Non mancano
però i potenziali fattori di criticità con l’agenzia
di rating Fitch che ha avvertito circa la dipendenza
del successo del nuovo regime di politica monetaria
dal suo effetto su yen, aspettative di inflazione e
rendimenti obbligazionari. E proprio questi elementi
nell’ultimo mese hanno rappresentato un forte fattore
di instabilità del mercato con il rendimento del JGBs
decennale salito a ridosso dell’1% e lo yen in risalita
dopo la forsennata corsa al ribasso dei mesi precedenti.
A giugno la Bank of Japan ha deluso gli
investitori che avevano previsto misure per arginare
la volatilità dei titoli di Stato, in particolare la possibile
estensione della durata massima per i prestiti a
tasso fisso della banca centrale (attualmente il limite
è fi ssato a un anno). I principali dubbi riguardano la
lotta alla defl azione che affl igge l’economia nipponica da
più di 15 anni. In seno alla Bank of Japan alcuni membri
hanno espresso perplessità sul raggiungimento del nuovo
obiettivo di infl azione al 2%, livello che in Giappone non si
vede da 21 anni.


Il Nikkei ritorna sulla terra dopo forsennato rally
Il mese di giugno si avvia alla conclusione con la Borsa
di Tokyo che è stata protagonista di una serie di marcati
ribassi. L’indice Nikkei è arrivato a cedere fi no al 20% dai
massimi a oltre cinque anni toccati il 22 maggio per poi
recuperare leggermente nell’ultima settimana. Guardando
all’andamento dall’inizio dell’anno il bilancio è saldamente
positivo (+25,5%) sospinto dal rally delle società esportatrici
favorito dalla marcata svalutazione dello yen che ha reso
i loro prodotti più competitivi sui mercati internazionali. In
meno di cinque mesi titoli quali Sony e Mazda Motor hanno
più che raddoppiato il loro valore.

Fonte: RBS