27.06.2013 / 12:28

Real Brasiliano ai minimi a oltre quattro anni

Valuta ai minimi a quattro anni
Il marcato sell-off che sta riguardando le principali valute
emergenti non risparmia il Real Brasiliano. La conferma dell’intenzione
della Federal Reserve di iniziare a ridurre il ritmo
degli acquisti di bond entro fine anno per poi azzerarli verso
metà 2014 ha contribuito ad acuire le forti vendite che nell’ultimo
mese hanno colpito gli asset emergenti ad alto rendimento.
Inoltre il parallelo rafforzamento del dollaro sta pesando sui
prezzi delle commodity di cui il Brasile è un esportatore netto.
Il Real Brasiliano ha toccato i minimi a oltre quattro anni rispetto
sia al dollaro Usa che all’euro portando a oltre -10% il bilancio
dell’ultimo mese. Il saldo da inizio anno risulta ampiamente
negativo sia rispetto all’euro (-8,7%) che al dollaro (-9,2%). Se
da un lato la nuova discesa della divisa locale, reduce già da
un calo di oltre il 10% nel 2012, può contribuire a dare fi ato
alla prima economia sudamericana, dall’altro le autorità brasiliane
devono fare i conti con le elevate pressioni inflattive che
hanno indotto a rivedere al rialzo il costo del denaro.


Banca centrale intensifica azione per frenare discesa del Real
Nel tentativo di tamponare la discesa del Real Brasiliano
a giugno il Banco Central do Brasil (BcB) è intervenuto più
volte attraverso la vendita di contratti swap in valuta per oltre 3
miliardi di dollari. Il governatore della banca centrale carioca,
Alexandre Tombini, ha rimarcato che dopo avere contrastato
con successo in passato l’instabilità dovuta ad eccessivi affl
ussi di capitali, bisogna fare lo stesso quando il denaro inizia
ad uscire. Il compito del BcB è reso ancora più difficile da una
debole congiuntura economica abbinata al ritorno di pressioni
inflattive. A maggio i prezzi al consumo hanno segnato un
+6,5%, pari al livello massimo ritenuto tollerabile dalla banca
centrale. Per tamponare l’inflazione a fine maggio la banca
centrale ha portato i tassi d’interesse all’8% dal precedente
7,5%. A livello di Pil i primi tre mesi del 2013 non hanno visto
l’atteso ritorno a una crescita sostenuta con un progresso
dell’1,9% annuo, ancora molto distante dal target del 4% indicato
dal governo. “Il Brasile sarà in grado di scrollarsi di dosso
Real Brasiliano in preoccupante caduta
l’attuale rallentamento economico e tornare a una robusta
crescita”, ha però ribadito Tombini indicando la possibilità di
tornare a crescere al ritmo del 4-4,5% annuo. Meno ottimista
la banca Mondiale che ha tagliato le stime per il 2013 a +2,9%
dal +3,4% indicato in precedenza.


Si accende anche l’allarme su prospettive debito
Crescita debole che rischia di ripercuotersi anche sulle finanze
pubbliche con un rallentamento prolungato che potrebbe
pregiudicare il consolidamento fiscale. Il Brasile è finito sotto
la scure di Standard & Poor’s che ha rivisto al ribasso l’outlook
a negativo da stabile. Una decisione che potrebbe portare
al declassamento del rating nell’arco dei prossimo biennio.
Secondo la maggiore agenzia di rating al mondo “la lenta
crescita dell’economia e la continua politica espansiva rischiano
di indebolire il profi o finanziario del Brasile e potrebbe, in
assenza di misure correttive, tradursi in performance fiscali
più deboli e in un aumento del debito (pari al 65,1% del Pil a
fi ne 2012).
Fonte: RBS