04.07.2013 / 11:30

RAME: 6.600 dollari la tonnellata

Prezzi ai minimi dal 2010
Minimi da tre anni per le quotazioni del rame. I prezzi del
metallo rosso nelle ultime sedute al London Metal Exchange
si sono riportati in quota 6.600 dollari la tonnellata, il livello
minore dal luglio del 2010. Le quotazioni risultano appesantite
dalla debolezza del contesto macro, dal progressivo ritiro delle
misure di stimolo da parte della statunitense Federal Reserve,
dalla parziale riapertura della miniera indonesiana Grasberg
(il secondo sito per l´estrazione del rame al mondo) e, soprattutto,
dal timore di una stretta monetaria che fi nirebbe per
intensifi care il rallentamento dell’economia cinese, che da sola
rappresenta il 40% della domanda mondiale (anche a giugno
il Pmi manifatturiero del Dragone, in versione preliminare, si è
confermato sotto la fatidica soglia dei 50 punti). Il sentiment
degli operatori è ben rappresentato dagli ultimi dati diffusi dalla
statunitense Cftc (Commodity futures trading commission) che
hanno evidenziato che in una settimana i contratti ribassisti sul
Rame sono cresciuti di oltre 11 mila lotti (+843 per i contratti
“long”) portando l’esposizione netta di vendita sopra quota 29
mila, il 55% in più rispetto a una settimana prima.


Atteso un surplus di offerta nel 2013
Secondo i dati diffusi dall’International Copper Study Group
(Icsg) lo scorso 26 aprile, nel 2013, dopo tre anni di defi cit, l’offerta
di Rame supererà la domanda di 415 mila tonnellate (-426
mila tonnellate del 2012 e -214 mila nel 2011). Il surplus di
offerta sarà causato dal contemporaneo aumento della produzione
mineraria, il cui incremento quest’anno dovrebbe far registrare
il dato maggiore da 13 anni, e dalla stagnazione della
domanda innescata dal rallentamento della crescita globale (il
diffuso utilizzo del Rame nel comparto manifatturiero fa sì che
le richieste di questo metallo rispecchino fedelmente l’andamento
dell’economia). A fronte di un incremento dell’offerta del
4-5%, nell’anno corrente gli esperti dell’Economist Intelligence
Unit (Eiu) stimano una crescita delle richieste del 2,8% “visto
che –si legge nel report dell’Eiu- gli acquirenti cinesi ricorreranno
alle scorte accumulate nel 2012, deprimendo il consumo
apparente (produzione di Rame più o meno la variazione delle
giacenze, più le importazioni nette, ndr)”. Le richieste in arrivo
da Pechino sono viste in calo anche alla luce della volontà delle
autorità del Dragone di fermare la pratica di utilizzare il metallo
rosso come collaterale nelle operazioni finanziarie (un’attività
che negli anni scorsi aveva spesso gonfiato i dati relativi la
domanda).


Quotazioni pronte a ripartire
Grazie al miglioramento del quadro macro globale atteso nella
seconda parte dell’anno, gli analisti contattati da Bloomberg
stimano che nel terzo e nel quarto trimestre le quotazioni del
Rame si riporteranno in quota 7.600 dollari. “Nel 2014 – si
legge nel report preparato dagli esperti dell’autorevole testata
britannica - stimiamo un incremento globale dei consumi del
4,5%” in scia “della stabilizzazione del contesto politico e fiscale
negli Stati Uniti, del ritorno della crescita in Eurolandia e del
rinnovato vigore delle economie emergenti”.

Fonte: RBS