04.07.2013 / 11:36

DOLLARO AUSTRALIANO: peggior trimestre dal 2008

Trimestre nero per l’aussie
E’ andato in archivio il peggior trimestre dal 2008 per il Dollaro
Australiano. L’aussie, soprannome con cui viene identifi cata
la valuta locale, ha registrato un calo a doppia cifra (-11%)
rispetto al dollaro statunitense e all’euro complice il deterioramento
delle prospettive di crescita per la Cina, principale
partner commerciale dell’Australia, e il contestuale aumento
delle pressioni per nuovi tagli del costo del denaro da parte
della Reserve Bank of Australia (Rba), già sceso a maggio
al minimo storico del 2,75%. La scorsa settimana il Dollaro
Australiano è sceso sotto quota 0,92 rispetto al dollaro Usa
toccando il livello più basso dal settembre 2010.


Forte legame ad andamento delle commodity
A influire sul violento dietrofront del Dollaro Australiano c’è
l’accentuarsi delle vendite sulle materie prime di cui il Paese
oceanico è un esportatore netto. A pesare nell’ultimo mese
c’è sicuramente l’accelerazione della Federal Reserve circa
i tempi di uscita dall’exit strategy. Il timore del materializzarsi
nei prossimi trimestri della strategia di progressivo ritiro degli
stimoli monetari straordinari da parte della banca centrale
statunitense ha infatti allontanato gli investitori dagli asset ad
alto rendimento legati ai prezzi delle commodity. Inoltre la
prospettiva di un minore sostegno monetario da parte della
Fed fa temere un rallentamento economico a livello globale. A
questo si aggiungono le difficoltà della Cina con le previsioni
di crescita per quest’anno che si sono progressivamente
deteriorate negli ultimi mesi come testimoniato dall’indice
Pmi manifatturiero cinese che a giugno è sceso sui minimi
degli ultimi 9 mesi. Una serie di fattori che contribuisce a
dipingere un quadro non esaltante per l’economia australiana
che già nel primo scorcio dell’anno aveva mostrato segnali di
debolezza. Il Pil nel primo trimestre ha registrato un aumento
trimestrale sotto le attese pari allo 0,6% (+2,5% annualizzato).
La prospettiva di una debole domanda dalla Cina potrebbe
frenare maggiormente la congiuntura nella restante parte
dell’anno. La Rba vede comunque la crescita mantenersi
Dollaro Australiano affossato da Cina e Fed
al ritmo del 2,5% quest’anno per poi salire al 3% nel 2014.
L’Australia inoltre è già in clima pre-elettorale con il premier
Julia Gillard che a soli tre mesi dalle urne ha presentato le
dimissioni. Al suo posto è tornato l’ex primo ministro Kevin
Rudd che sarà il candidato del partitolo laburista alle elezioni.


Rba lascia porta aperta a nuovi tagli
Scenario difficile che sta facendo nuovamente lievitare le
possibilità di nuovi tagli del costo del denaro. Dalle minute
della riunione di giugno si rimarca come le prospettive di
infl azione attualmente forniscono un certo margine per un
ulteriore allentamento monetario se si renderà necessario sostenere
la domanda. L’istituto di Canberra ritiene inoltre che
un ulteriore indebolimento della divisa locale è da mettere
in conto poiché il commercio è diminuito e dovrebbe contribuire
a promuovere un riequilibrio della crescita economica.
Il consensus Bloomberg vede il livello dei tassi scendere al
nuovo minimo storico al 2,5% tra il terzo e il quarto trimestre
del 2013, mentre il Dollaro Australiano è visto risalire solo
parzialmente con cross AU$/US$ in area 0,95 a fine anno.
FONTE: RBS