04.07.2013 / 11:43

RECESSIONE IN ITALIA: 7 i trimestri continuativi in discesa, ripresa in attesa a fine anno

L’anello debole dei consumi interni
La recessione non molla la presa sull’Italia. Con il calo
registrato nei primi tre mesi del 2013 (-0,6% del Pil rispetto
al trimestre precedente e -2,4% annuo) sono arrivati
a sette i trimestri consecutivi in discesa, pari alla striscia
negativa più lunga dall’inizio delle serie storiche trimestrali
nel 1990. E anche i segnali relativi al trimestre in corso
non sono incoraggianti con la produzione industriale
in contrazione da venti mesi consecutivi. A gravare sul
Belpaese è principalmente il ristagno della domanda
interna con i consumi e gli investimenti fissi lordi diminuiti
rispettivamente dello 0,3% e del 3,3% nel primo trimestre
dell’anno. “Ci aspettiamo che la domanda di consumi
continuerà a contrarsi – ha rimarcato settimana scorsa
Standard & Poor’s - con una fl essione del 3% quest’anno
dopo il -4% del 2012”. Scenario difficile a cui si aggiunge
il nodo dei prestiti bancari al settore privato che si stanno
ancora contraendo in Italia, limitando di conseguenza
lo possibilità di una ripresa sostenibile della domanda
interna. La caduta congiunturale del Pil dovrebbe quindi
proseguire anche se con intensità più contenuta nel
corso dell’anno.
Le attese di ripresa slittano a fine anno
Le ultime previsioni di Standard & Poor’s, così come
quelle di Confindustria, sono di una discesa dell’1,9% per
il Pil quest’anno. Un accenno di ripresa potrebbe aversi
a partire dal quarto trimestre sostenuta dall’export. Un
sostegno alla domanda interna potrebbe invece arrivare
dalle ultime mosse varate dal governo Letta. In particolare
l’ultimo consiglio dei ministri ha fatto slittare di tre mesi
l’aumento dell’IVA dal 21 al 22% (che era previsto dal 1
luglio), varando inoltre un pacchetto lavoro che vale 1,5
miliardi di euro per sostenere le assunzioni in un arco di
tempo di 18 mesi di 200mila giovani italiani con un’intensità
maggiore al centro-sud. E proprio il mercato del lavoro
rappresenta una grossa preoccupazione sul cammino
della ripresa. Il rapporto di metà anno del Centro Studi di
Confindustria vede la disoccupazione salire a fine anno al
12,4% che diventa 13,9% se si include la Cassa integrazione.
Tra i punti a favore dell’Italia c’è invece il completamento
del percorso di risanamento dei conti pubblici
sancito dall’uscita dalla procedura di deficit eccessivo
aperta da Bruxelles nel 2009. Roma ha infatti raggiunto
il 2013-17 adottato dal governo italiano vede il defi cit scendere
leggermente al 2,9% del Pil nel 2013. Le previsioni di primavera
della Commissione Europea sono di un disavanzo del 2,9% del
Pil nel 2013 e 2,5% del Pil nel 2014.


Giro di boa 2013 in rosso per Piazza Affari
Il primo semestre del 2013 è andato in archivio per Piazza
Affari con un saldo negativo nell’ordine del 6% per l’indice Ftse
Mib che nell’ultimo mese e mezzo di contrattazioni ha pagato il
ritorno della volatilità sui mercati e anche la risalita dei rendimenti
dei titoli di Stato. Nonostante questo le ultime aste statali hanno
mostrato una buona domanda soprattutto per i Btp a medialunga
scadenza con i rialzi maggiori dei rendimenti che si sono
concentrati nella parte corta della curva dei tassi. Tra le big di
Piazza Affari non mancano le storie di successo nei primi sei
mesi dell’anno con Mediaset che vanta un lusinghiero +85% da
inizio anno. In forte diffi oltà invece Saipem (-57%) complice il
doppio profit warning nel giro di pochi mesi.

Fonte: RBS