10.07.2013 / 11:10

EGITTO: CRISI POLITICA AGGRAVA SCENARIO ECONOMICO

Presidente Morsi destituito
Per la terza volta nel giro di pochi anni l’Egitto si appresta
a scrivere una nuova pagina della sua storia politica
ed economica. Ad un anno esatto dalla sua elezione il
presidente Mohammed Morsi è stato infatti destituito da
un golpe militare. La guida del Paese è stata affidata
ad interim al giudice della Corte Costituzionale, Adli Mansour,
a cui spetterà il compito di portare il Cairo verso
nuove elezioni, che nessuno si aspetta prima di sei mesi,
e verso una nuova costituzione.
Il golpe ha indotto l’agenzia di rating Fitch a ridurre il merito
di credito egiziano da “B” a “B-“ con outlook negativo.
Secondo Fitch, che già a inizio anno aveva tagliato il rating
sull’Egitto, si rischia un peggioramento della stabilità
politica interna con la conseguenza di una più diffi cile
attuazione del processo riformatore e peggioramento
dell’attuale situazione economica del Paese.


Economia in affanno con prospettive fragili
Lo scenario economico che Morsi consegna al suo
successore è alquanto incerto e la portata delle sfi de
che la nazione nordafricana dovrà affrontare richiederanno
un’azione decisa sul fronte delle riforme economiche
al palo da due anni. Dalla primavera araba ad oggi
l’instabilità politica ha pesato fortemente sull’economia.
Nei primi tre mesi dell’anno il Pil egiziano ha segnato un
+2,2% annuo, quasi la metà rispetto al +4% medio fatto
segnare dal Paese negli ultimi 20 anni. Gli attuali tassi di
crescita del paese sono inferiori rispetto a quelli medi dei
cosiddetti “Next Eleven”, il paniere dei Paesi emergenti
(di cui l’Egitto fa parte) considerati i successori dei Bric.
Stando alle previsioni fornite lo scorso aprile dal Fondo
monetario internazionale (Fmi) l’economia del Paese del
Nord Africa crescerà quest’anno del 2,2% e del 3,3%
l’anno prossimo, il tasso di disoccupazione è invece
atteso salire al 13,5% nel 2013 (nel primo trimestre 2013
risultava del 13,2%) e al 14,3% nel 2014. Il Fmi si attende
inoltre che il defi cit di bilancio dell’Egitto salga all’11,3%
del Pil nell’anno fi scale che fi nisce a giugno.
L’instabilità politica rischia inoltre di minare sia il già
sofferente settore del turismo, sceso del 17,3% nel primo
trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del
2012, sia gli investimenti diretti esteri. A pesare su una
situazione già grave l’annuncio della Banca Centrale
egiziana che ha fatto sapere che le riserve monetarie a giugno
sono diminuite di 1,12 miliardi di dollari a 14,92 miliardi, evidenziando
“lo stato di pericolo” delle fi nanze pubbliche dopo il
golpe. L’Egitto dovrà in breve tempo cercare di riconquistare la
fiducia di fronte agli investitori internazionali, visto che nell’ultimo
biennio gli investimenti esteri si sono dimezzati. Interessante
sarà vedere come si evolveranno e soprattutto se ripartiranno le
trattative tra l’esecutivo e l’istituto guidato da Christine Lagarde
per ottenere il prestito da 4,8 miliardi di dollari.


La Borsa del Cairo saluta con forti rialzi il nuovo presidente
A tenere invece è la Borsa egiziana che ha festeggiato a colpi
di acquisti la caduta di Morsi. Sulla Piazza finanziaria del Cairo
il listino principale Egx 30 ha registrato una crescita superiore
al 7% nel giorno in cui è stato nominato il nuovo presidente. In
concomitanza con le recenti turbolenze politiche l’indice egiziano
aveva iniziato a risalire la china nelle scorse settimane: dai
minimi toccati lo scorso 24 giugno ha guadagnato quasi il 20%.

Fonte RBS