30.07.2013 / 15:58

SVIZZARA: BUONA TENUTA IN ATTESA DELLA RIPRESA DELL'EUROZONA

Domanda interna si mantiene forte
Nella prima metà dell’anno l’economia svizzera ha continua
to a crescere a ritmi soddisfacenti nonostante uno scenario
globale più debole del previsto. Merito del buon andamento
del mercato interno e del contributo delle esportazioni
extra-europee. Nella seconda parte dell’anno e nel 2014, la
dinamica interna del Paese rossocrociato è vista mante
nersi ancora forte. I rischi principali arrivano dall’esterno, in
particolare dalla congiuntura economica dell’Eurozona e
dalla possibilità che nuove tensioni portino a rafforzamenti
sgraditi del franco svizzero. Secondo il Segretariato di
Stato dell’economia (Seco) nei mesi primaverili l’economia
ha retto relativamente bene nonostante il perdurare della
recessione nella zona euro anche se sussiste un divario
tra la robusta congiuntura interna e il rallentamento delle
esportazioni in area euro. Per l’intero 2013 il Seco ha
aggiornato le stime di variazione del Pil a +1,4 per cento
contro il +1,3 indicato a marzo. La crescita economica
dovrebbe rafforzarsi gradualmente nel 2014 (stima +2,1%)
beneficiando dell’accelerazione attesa dell’economia
globale, in particolar modo Stati Uniti, e dell’uscita dalla
recessione dell’Eurozona. Alla solidità del mercato interno si
potrebbe quindi aggiungere il sostegno delle esportazioni
verso i partner dell’Eurozona. Il mercato del lavoro mantiene
un livello di disoccupazione molto basso rispetto alla media
del Vecchio continente con il tasso di disoccupazione che
dovrebbe attestarsi al 3,3% sia nel 2013 che nel 2014.


I rischi risiedono fuori dai confini della Confederazione
Nell’ultima riunione a giugno, la Swiss national Bank (Snb)
ha mantenuto la fascia di oscillazione per il tasso Libor a
tre mesi a 0%-0,25% e non prevede cambiamenti nella
prossima riunione di settembre. L’istituto centrale rimarrà
impegnato nella difesa del tasso di cambio tra euro e franco svizzero a 1,20.

La valutazione della divisa domestica è
considerata ancora elevata anche se non tale da impattare
in modo significativo sulle esportazioni, la cui debolezza
verso l’Eurozona è dovuta principalmente a cause esterne
alla Confederazione. L’inflazione è prevista a livelli molto
bassi nel prossimo futuro. La Snb stima una crescita dei
prezzi dello 0,2% nel 2014 e dello 0,7% nel 2015 dal -0,3%
rivisto al ribasso per l’anno in corso. Inoltre non si escludono
nuove pressioni sul cambio in virtù della tuttora irrisolta crisi
del debito in Europa, uno dei rischi principali per l’economia svizzera. L’altro punto interrogativo in grado di impattare sulla
crescita elvetica, che la Snb stima tra l’1% e l’1,5% nel 2013
in linea con le previsioni del Seco, è l’andamento della ripresa
mondiale su cui potrebbe pesare il rallentamento della Cina.
Sul fronte interno la Banca centrale svizzera monitora il settore
immobiliare e i mutui per evitare la creazione di bolle in uno
scenario di tassi di interesse molto bassi per un prolungato pe
riodo di tempo. Tra le misure adottate in tal senso, la restrizione
delle condizioni di erogazione e la richiesta di riserve finanziarie
aggiuntive agli istituti bancari.


Borsa di Zurigo tonica, Ubs ai massimi a oltre due anni
Il dietrofront di giugno non ha intaccato il bilancio 2013 della
Borsa elvetica con l’indice Smi di Zurigo salito di oltre 16 punti
percentuali da inizio 2013 (+28% negli ultimi 12 mesi). Buone
indicazioni dalle big bancarie con i dati preliminari di Ubs che
hanno visto l’utile salire di oltre il 62% nel secondo trimestre
portando il titolo a testare i massimi dal marzo 2011.

FONTE: RBS