05.08.2013 / 15:47

ARGENTO AI MINIMI PER CRISI FOTOVOLTAICO

Prezzi scesi ai minimi dal 2010
Pesante segno meno per l’Argento sceso recentemente a livelli che
non si vedevano dall’agosto del 2010 a quota 18 dollari l’oncia. I
prezzi nell’ultimo mese hanno lasciato sul campo dieci punti per-
centuali mentre da inizio anno l’Argento ha fatto registrare la perfor-
mance peggiore nel comparto delle materie prime con un rosso del
36%. Le quotazioni hanno risentito del selloff che ha colpito i metalli
preziosi in vista dell’inizio del “tapering”, il piano di riduzione degli
acquisti di asset recentemente presentato dal presidente della Fe-
deral Reserve, Ben Bernanke, e della debolezza della congiuntura
globale alla luce che frena questo metallo prezioso utilizzato anche
nel comparto industriale che copre circa la metà della domanda.


La crisi del fotovoltaico minaccia la domanda industriale
Secondo le stime diffuse a maggio da Thomson Reuters Gfms,
anche nel 2013 il mercato dell’Argento dovrebbe confermarsi in
surplus di offerta. L’output minerario (che arriva in gran parte da
Messico, Cina e Perù) dovrebbe toccare nuovi record e permettere
all’offerta complessiva di superare le richieste di 4 mila tonnella-
te. Nel comparto industriale (dove l’Argento è prevalentemente
utilizzato nelle apparecchiature elettroniche e per la produzione
di celle fotovoltaiche) la domanda è vista in diminuzione a causa
del rallentamento globale e delle difficoltà incontrate dai produttori
cinesi di pannelli fotovoltaici dopo l’imposizione di dazi antidumping
da parte delle autorità statunitensi ed europee. Particolarmente
significativo è il caso della Wuxi Suntech, una delle maggiori filiali
del colosso Suntech Power, passata in neanche un anno dalla
leadership globale del settore alla bancarotta. Preoccupa anche
l’andamento della domanda da investimento. Dopo una prima fase
in cui sembravano immuni dai pesanti riscatti che hanno recente-
mente colpito gli Etp (Exchange-traded product) sull’oro, anche gli
analoghi strumenti sull’Argento nelle ultime settimane hanno iniziato
a registrare pesanti deflussi. Nonostante le dimensioni dei rispettivi
selloff siano notevolmente diverse, l’oro detenuto dagli Etp è ai mini-
mi dal 2010 mentre il dato relativo l’Argento da inizio anno è sceso
di appena appena un punto percentuale (nonostante un calo dei
prezzi di oltre un terzo), il proseguimento dell’attuale trend negativo
minaccia di ridurre ulteriormente la fiducia degli operatori nell’inve-
stimento in Argento.


Prezzi attesi in ripresa
Se confrontati con quelli dell’oro, i prezzi di questo metallo sono
da sempre caratterizzati da una maggiore volatilità a causa di un
mercato dalle dimensioni limitate (i future sull’oro sono 4 volte quelli
sull’Argento) e contraddistinto dall’elevata presenza di speculatori e
di piccoli investitori. Oltre ad essere più voltatili, le quotazioni dell’Ar-
gento risentono della sua doppia natura, metallo prezioso e indu
striale, e sono quindi influenzate sia dalla propensione al rischio
e sia dall’andamento economico generale. Secondo il consenso
medio elaborato dagli analisti contattati da Bloomberg, nel terzo
trimestre le quotazioni di questo metallo dovrebbero recuperare
parte del terreno perso e salire in quota 22,3 dollari l’oncia. Il trend
rialzista è destinato a continuare anche nel quarto trimestre e l’anno
prossimo quando il prezzo medio di un’oncia di Argento è rispetti
vamente stimato a 23 e a 24,5 dollari.

FONTE: RBS