07.08.2013 / 8:03

ALLUMINIO: ANCORA AI MINIMI PER ELEVATO STOCCAGGIO E PRODUZIONE

Nuovi record per gli stock
Le quotazioni dell’Alluminio si confermano nei pressi dei minimi
da quattro anni a quota 1.800 dollari l’oncia. Nonostante i recen-
ti segnali positivi arrivati dalla congiuntura globale, i prezzi di
questo metallo al London Metal Exchange (Lme) fanno fatica a
risollevarsi a causa di scorte da record e di un’offerta particolar-
mente abbondante. L’Alluminio stoccato nei magazzini del Lme, la
borsa dei metalli non ferrosi più importante del mondo, si attesta
ai massimi storici a circa 5,5 milioni di tonnellate. Dopo un primo
incremento innescato dal rallentamento dell’economia globale, la
crescita degli stock di Alluminio si è autoalimentata a causa di di-
sagi meramente logistici: l’eccesso di offerta ha riempito oltre mi-
sura i magazzini rallentando la consegna dei singoli lotti. Secondo
la maggior parte dei commentatori l’incremento degli stoccaggi è
favorito dalla volontà dei proprietari dei magazzini, acquisiti negli
ultimi anni da banche d’affari e trading house, di rallentare l’uscita
del metallo per lucrare su ogni giorno di custodia supplementare.
Si tratta di pratiche che nelle ultime settimane hanno attirato l’at-
tenzione delle autorità statunitensi anche perché le stesse banche
che controllano i magazzini scommettono sull’andamento dei
prezzi tramite le divisioni di trading.


Offerta spinta dalla sovrapproduzione cinese
Oltre che dalle scorte, la risalita dei prezzi è frenata dalla sovrap-
produzione. Un ruolo di primo piano è ricoperto dalla Cina, che da
sola rappresenta, stando i dati diffusi dall’International Alumi-
nium Institute (Iai), il 45% dell’offerta globale. Secondo la cinese
Nonferrous Metals Association la produzione potenziale degli
impianti inoperosi, alle attuali quotazioni gran parte dei produttori
lavora in perdita, si attesterebbe a sette milioni di tonnellate. Nel
complesso la produzione totale del Dragone al 2015 è attesa a 40
milioni di tonnellate, un quantitativo quasi sufficiente a soddisfare
la domanda globale. Il peso della Cina nella crescita dell’offerta
di alluminio è evidente dalla lettura dei dati del World Bureau of
Metal Statistics che tra gennaio e aprile 2013 stima un incremento
della produzione globale del 5,5% che al netto del dato cinese
scende al +0,4%.


Prezzi attesi in crescita a partire dal quarto trimestre
L’Economist Intelligence Unit (Eiu) stima che quest’anno e nel
prossimo il mercato dell’Alluminio registrerà un surplus di un mi-
lione di tonnellate andando a incrementare ulteriormente scorte. “I
dati sugli stock – si legge nel report dell’autorevole testata britan-
nica – non rivelano il reale stato di salute del mercato per due mo-
tivi: da un lato il 50-70% delle scorte nei magazzini del Lme sono
utilizzate come collaterale per operazioni finanziarie e dall’altro c’è
una non definibile quantità di metallo stoccato nei magazzini non
ufficiali”. Per quanto riguarda i prezzi, l’Eiu ritiene che le quotazioni
attuali, “disperatamente basse per parecchi produttori”, potrebbe-
ro portare “a chiusure di fonderie e a un successivo recupero dei
prezzi”. In questo contesto, i prezzi nel terzo trimestre sono stimati
sostanzialmente in linea con i livelli attuali mentre negli ultimi tre
mesi dell’anno è attesa una ripresa delle quotazioni che nel giro di
sei mesi potrebbe riportare il prezzo di una tonnellata di Alluminio
sopra la fatidica soglia dei due mila dollari la tonnellata.

FONTE RBS