04.09.2013 / 20:38

ITALIA, LE RIFORME STRUTTURALI IN BALIA DELLO STALLO POLITICO

L’incertezza politica frena i mercati
Complici le recenti tensioni all’interno della maggioranza di
Governo, nelle ultime sedute il termometro della crisi per i
Paesi periferici della zona euro, ovvero lo spread Btp/Bund,
ha visto una nuova impennata a 260 punti dopo avere stazio-
nato per parecchie settimane a quota 230 punti, sui minimi
degli ultimi due anni. A Piazza Affari questo rialzo improvviso
dello spread ha favorito un’ondata di vendite sui principali
titoli del comparto bancario che detengono in portafoglio
quote rilevanti di titoli pubblici (il cui valore è penalizzato
proprio dall’incremento dei tassi di mercato). L’ormai dimen-
tica tregua politica aveva permesso all’Italia di riottenere la
fi ducia dei mercati fi nanziari nonostante l’ulteriore crescita
del debito pubblico salito al livello record di 2.075 miliardi
di euro (pari al 130% del Pil) e il debole andamento della
congiuntura con il Pil del secondo trimestre 2013 che ha
registrato un’ulteriore fl essione dello 0,2 per cento. Una fase
di debolezza economica provocata soprattutto dal crollo dei
consumi delle famiglie, scesi sui livelli degli anni ‘80.


Timidi segnali di ripresa
Dopo oltre due anni di recessione gli ultimi dati economici
resi noti in Italia hanno evidenziato una timida ripresa della
congiuntura. A luglio la fiducia delle imprese manifatturiere si
è riportata sopra il livello spartiacque che delimita la fase di
crescita economica da quella di rallentamento. In tal senso
l’indice Pmi manifatturiero in luglio si è portato a 50,4 punti
rispetto ai 49,1 punti della precedente rilevazione.
Indicazioni positive sono giunte anche dal Fondo Mone-
tario internazionale convinto che la ripresa economica in
Italia inizierà nella seconda parte del 2013 sostenuta dalle
esportazioni e da un’inversione del ciclo degli investimenti
delle imprese. Nonostante i segnali di ottimismo gli esperti di
Washington hanno rivisto al ribasso le stime relative al Pil per
l’intero 2013 evidenziano una contazione della congiuntura
al -1,8% mentre hanno alzato quelle per il 2014 al +0,8 per
cento. L’Fmi ha poi ricordato che la disoccupazione in Italia
ha toccato un livello estremamente elevato e pertanto gli
sforzi di risanamento avviati da Roma sono lontani dall’esse-
re completati. Segnali di pericolo circa l’elevato livello rag-
giunto dalla disoccupazione sono giunti anche dall’Ocse che
ha stimato un’ulteriore crescita dei senza lavoro all’11,9%
entro la fi ne del 2013 per vederla crescere ulteriormente al
12,5% nel corso del 2014.

Mercati obbligazionari in fermento
Il mercato dei titolo di Stato in Italia continua ad essere con-
dizionato dall’incertezza politica e questo fattore ha favorito
l’apprezzamento del differenziale di rendimento tra Btp e Bund
verso i 250 punti.
Il principale effetto legato al rialzo degli spread è dato dal fatto
che in questo modo cresce il rendimento delle obbligazioni in
circolazione e ne diminuisce contestualmente il prezzo. Questi
movimenti influenzano anche l’andamento dei future sui titoli di
Stato, in particolare quello sui Btp, uno dei benchmark più utiliz-
zato sui mercati obbligazionari. La caratteristica principale che
regola i future su BTP è che al crescere dei tassi di mercato, il
prezzo del derivato registra una flessione e viceversa.

FONTE: RBS