18.09.2013 / 8:40

TURCHIA: INFLAZIONE, DIFFICOLTà DELLA LIRA TURCA, E NIENTE OLIMPIADI

Niente Giochi Olimpici del 2020
Mesi di fuoco per la Turchia che da fine maggio in avanti
ha dovuto fare i conti con le forti tensioni interne per le
proteste contro il premier Erdogan a seguito della decisio-
ne di costruire un’area commerciale al posto di Gezi Park
al centro della città di Istanbul. Contestazioni che hanno
allontanato in parte gli investitori da una realtà economica
fiorente e fresca del raggiungimento del rango investment
grade. Altro elemento di instabilità è la delicata situazio-
ne nella vicina Siria che probabilmente ha rappresentato
un forte freno alla candidatura di Istanbul per le Olimpiadi
del 2020 che alla fine sono andate a Tokyo. Istanbul era
riuscita ad arrivare al testa a testa finale per ospitare la
maggiore rassegna sportiva mondiale, evento che avreb-
be dato nuova spinta a un’economia che negli scorci anni
aveva mostrato ritmi record di crescita.


Tensioni geopolitiche dovrebbero frenare economia in
seconda metà 2013

Sul fronte economico il sostegno della domanda interna
e delle spese pubbliche per investimenti ha permesso
alla Turchia di tornare a crescere a ritmo sostenuto nel
secondo trimestre. Nei mesi tra aprile e giugno il Pil
ha evidenziato un aumento del 4,4 per cento annuo, in
accelerazione dal +2,9% dei primi tre mesi del 2013.
Spicca in particolare il balzo del 5,3% annuo dei consu-
mi delle famiglie. Dopo i buoni riscontri arrivati dai dati
relativi al secondo trimestre, le prospettive economiche
per il prossimi mesi risultano ancora incerte. Il ministro
delle Finanze, Mehmet Simsek, ha indicato una possibile
crescita economica sotto il 4 per cento per l’intero l’anno
a causa proprio delle tensioni geopolitiche che si sono
aggiunte agli effetti negativi della debolezza del contesto
economico mondiale.
La Turchia deve far fronte anche con il cronico problema
di un’inflazione elevata (8,17% a/a ad agosto rispetto al
target del 5% indicato dalla banca centrale) che ha in-
dotto la banca centrale turca a rivedere la sua politica di
progressivo allentamento monetario. L’istituto guidato da
Erdem Basci ha trovato un compromesso alzando dello
0,75% il limite superiore del corridoio dei tassi, mentre
il repo rate a una settimana è rimasto al 4,5%. Le attese
del mercato sono di una completa inversione di tendenza
nei prossimi mesi con repo rate salire al 4,75% entro fine
anno e al 5,75% nel 2014.


Borsa di Istanbul si allontana dai massimi di maggio
Saldo borsistico negativo per l’indice DJ Turkey Titans 20
che da inizio anno cede oltre l’8%. Le tensioni interne hanno
portato la Borsa di Istanbul a cedere oltre il 22% dai massimi
storici toccati a maggio prima dello scoppio della protesta
contro Erdogan quando gli investitori mostravano una piena
fiducia nelle prospettive del Paese in scia alla promozione a
investment grade anche da parte di Moody’s.
Sotto pressione negli ultimi mesi soprattutto il comparto ban-
cario penalizzato dal forte aumento dei rendimenti dei titoli di
Stato. Il benchmark a due anni ha praticamente raddoppiato
il proprio valore attestandosi al 9,5% dal minimo assoluto
toccato a maggio al 4,79%. Parallelamente si è assistito a una
discesa di circa il 12% della Lira Turca rispetto ai livelli di ini-
zio anno che hanno costretto la banca centrale a intervenire
più volte sul mercato valutario.

FONTE: RBS