11.10.2013 / 8:37

INVESTIRE NEL PESO MESSICANO

Rinvio tapering placa discesa contro dollaro
Anche il Peso Messicano è stato vittima nella parte centrale del
2013 della fuga generale degli investitori dalle valute ad alto rendi-
mento. Negli ultimi cinque mesi il saldo del Peso risulta negativo a
doppia cifra rispetto al dollaro Usa (-10% dai massimi del 9 mag-
gio) e ancora di più verso l’euro (-14%) contro il quale a inizio otto-
bre ha toccato il livello più basso da fine 2011. La forte correlazionecon le sorti degli Stati Uniti, che sono di gran lunga il principale partner commerciale del Messico, rende in teoria il Peso positivamente influenzato dal rafforzamento della congiuntura statunitense.
Di contro il rialzo dei rendimenti dei Treasury statunitensi degli ultimi
mesi, dettato dalle crescenti attese dell’avvio dell’exit strategy da
parte della Fed, ha impattato negativamente sulle obbligazioni
messicane che storicamente sono, tra quelle dell’America Latina, le
più correlate all’andamento dei titoli di Stato a stelle e strisce. Nelle
ultime settimane la discesa del Peso si è calmierata in scia al rinvio
da parte della Federal Reserve dell’avvio del tapering (graduale
riduzione degli acquisti di bond). C’è poi il nodo shutdown (blocco
parziale dell’attività governativa negli Usa) che da un lato rischia
di frenare la congiuntura statunitense da cui dipende fortemente il
Messico, ma dall’altro potrebbe allontanare ancora di più nel tempo
l’avvio del tapering e quindi far ritornare l’appetito verso la divisa
messicana.
Tassi ai nuovi minimi storici
A mettere sotto pressione la divisa locale contribuisce anche la
politica monetaria portata avanti dal Banco de Mexico, la Banca
centrale messicana, che a settembre ha tagliato i tassi di interesse
al minimo storico del 3,75%. Una decisione motivata dal rallenta-
mento significativo dell’economia e dal parallelo calo delle pressioni
inflattive. Il Pil messicano nel secondo trimestre ha segnato un pro-
gresso dell’1,5% annuo rispetto al +4,2% registrato nel 2012, men-
tre l’inflazione è tornata all’interno del range 2-4% indicato dall’isti-
tuto guidato da Agustin Carstens (ad agosto è scesa ulteriormente
al 3,46% annuo dal picco al 4,65% che aveva toccato ad aprile).
Dalle minute della riunione dello scorso 6 settembre è emerso che
la maggior parte dei membri del board del Banco de Mexico si attende che anche nei prossimi mesi l’inflazione si mostri inferiore a
quanto previsto in precedenza in virtù della previsione di un’attività
economica debole anche nella seconda metà di quest’anno e nel
2014. Le nuove stime del governo messicano sono molto più con-
servative con una crescita del Pil della seconda economia sudame-
ricana pari al 1,8% nel 2013 (da una stima iniziale del 3,5%) e del
3,9% per il 2014. L’esecutivo messicano recentemente ha presen-
tato le sue proposte per la riforma dei sistemi fiscali e previdenziali
insieme con un pacchetto di misure economiche per il 2014.


Valuta sottovalutata
Il rialzo dei rendimenti dei bond messicani in questi ultimi mesi,
con quello del titolo governativo decennale tornato a ridosso del
6% sui massimi annui, potrebbe fare da volano nei prossimi mesi
a un ritorno di interesse tra gli investitori alla ricerca di rendimenti
allettanti. Secondo il consensus Bloomberg nei prossimi trimestri la
divisa messicana dovrebbe riprendersi con cross Dollaro/Peso visto
a quota 12,5 nella prima metà del prossimo anno. Considerando la
parità del potere d’acquisto calcolata dall’Ocse, il Peso risulta tra le
divise più sottovalutate (oltre il 71% rispetto al Dollaro Usa).

FONTE:RBS