15.10.2013 / 7:27

GIAPPONE: ritmo di crescita più elevato degli ultimi 5 anni, attese le riforme strutturali

Primi frutti dell’Abenomics
Dopo quasi un anno dal lancio l’Abenomics inizia a far
sentire i suoi effetti sull’economia del Giappone. Nel primo
semestre il Pil del Sol Levante è cresciuto del 3,8% annua-
lizzato con la marcata svalutazione dello yen, dettata dalla
politica monetaria ultra-espansiva inaugurata ad aprile dalla
Bank of Japan, che ha dato fi ato alle esportazioni Ancora
più gradito, per un Paese che viene da quindici anni di de-
fl azione, è il segnale dato dai prezzi al consumo. L’inflazione
è cresciuta ad agosto dello 0,9% rispetto allo stesso mese
del 2012, ritmo di crescita più elevato degli ultimi 5 anni. Il
World economic outlook pubblicato dal Fondo monetario
internazionale a inizio ottobre conferma i passi avanti. Le
nuove stime di crescita per il 2013 si attestano al 2% mentre
il 2014 dovrebbe vedere il Pil salire dell’1,2%. La frenata nel
tasso di crescita 2014 è da attribuirsi all’avvio del processo
di consolidamento fiscale e alla fine degli effetti propulsivi
della ricostruzione post-terremoto.


Il prossimo passo sono le riforme strutturali
Il programma del premier Shinzo Abe basato su tre pilastri
(politica monetaria espansiva, politica fiscale flessibile e
riforme strutturali) mira alla fine della deflazione con cre-
scita sostenibile e rientro del debito pubblico. I segnali
positivi giunti dall’economia giapponese sono conseguenza
dell’implementazione dei primi due elementi, nonché del
traino trovato nel miglioramento dell’economia globale. Sono
segnali di breve che necessitano di essere tramutati in cre-
scita stabile nel tempo. Il terzo pilastro, quello delle riforme
strutturali, è stato annunciato da Abe prima dell’estate senza
però incidere come i due precedenti. Il compito non è facile
poiché si deve andare a toccare aspetti della società giap-
ponese fortemente cristallizzati. Tra i provvedimenti più attesi
l’apertura al mercato di settori fortemente protetti come
l’agricoltura, l’incremento dell’età pensionistica, l’introduzio-
ne di contratti di lavoro flessibili e la firma di accordi di libero
scambio con i paesi dell’area del Pacifico. Secondo l’Fmi un
fallimento sul fronte delle riforme avrebbe come conseguen-
za un livello di crescita, investimenti e inflazione inferiore a
quello desiderabile. In tal caso il governo sarebbe costretto
a sostenere ulteriormente economia e prezzi con nuovi sti-
moli. Lo spazio per nuovi interventi di sostegno all’economia
è tuttavia limitato dall’ingente debito pubblico del Giappo-
ne, il cui rapporto debito/Pil è del 245%. L’Abenomics ne
tiene conto e prevede, dal 2014, un processo di rientro. Il primo
passo è stato annunciato a inizio ottobre. L’aliquota sui prezzi al
consumo verrà innalzata dal 5% all’8% ad aprile con l’obiettivo
di portarla al 10% nel giro di diciotto mesi. Per evitare un impatto
troppo forte sulla crescita economica il governo varerà a fi ne
anno nuovi stimoli fi scali per 51 miliardi di dollari.


Il Nikkei si pianta sul terzo pilastro
L’indice Nikkei 225 è uno dei top performer del 2013. Da inizio
anno guadagna quasi il 40% ma tutto il rialzo è stato messo
a segno nei primi cinque mesi. Dai massimi di fine maggio a
16.000 punti il Nikkei 225 ha prima corretto senza poi riuscire a
riavvicinare quella quota. Uno stop che è arrivato in corrispon-
denza del periodo di attesa e di annuncio del terzo pilastro
dell’Abenomics. Si può dire che il mercato, inizialmente deluso,
stia aspettando ora l’Abenomics al varco per capire se davvero
riuscirà a far svoltare il Paese.

FONTE: RBS