15.10.2013 / 7:49

FRANCO SVIZZERO stabilizzato nei confronti dell'euro

Massimi a 19 mesi rispetto al dollaro
L’impasse fiscale oltreoceano si è fatta sentire nelle ultime settima-
ne sul Franco Svizzero che è andato a testare i massimi a oltre un
anno e mezzo rispetto al dollaro. Il cross Dollaro/Franco Svizzero
si è così spinto a inizio mese momentaneamente sotto la soglia di
0,90, livello che non violava al ribasso dal febbraio 2012. La fase di
progressivo apprezzamento nei confronti del biglietto verde era già
iniziata lo scorso maggio a seguito dell’apertura della Federal Re-
serve all’avvio di un graduale rientro dalle misure di straordinarie di
stimolo monetario che ha comportato un progressivo indebolimento
del dollaro rispetto alle altre principali valute, con Franco Svizzero
salito di oltre il 7% sul dollaro dai minimi dello scorso 22 maggio.
Nell’ultimo anno nessun intervento della Snb a difesa del cap
Non si avvertono invece sentori di ritorno delle pressioni rialziste
rispetto all’euro. Da inizio anno la divisa rossocrociata è arretrata di
oltre il 2% rispetto all’euro e si mantiene a debita distanza dal cap
(livello minimo tollerato) per il cambio euro/chf fissato a quota 1,20 nel settembre 2011.

Il governatore della Swiss National Bank (Snb),
Thomas Jordan, ha rimarcato che nel corso dell’ultimo anno l’istituto
centrale non è mai intervenuto per difendere il cap. “Nonostante le
recenti turbolenze sui mercati dei cambi – ha commentato nei giorni
scorsi Jordan - il Franco sta dimostrando di essersi stabilizzato nei
confronti dell’euro a livelli leggermente al di sopra del tasso di cam-
bio minimo di 1,20”. Percorso di normalizzazione facilitato dall’emer-
gere di chiari segnali di ripresa della congiuntura europea, tornata
a crescere nel secondo trimestre 2013. La crisi del debito non è più
lo spauracchio degli scorsi anni e pertanto gli investitori non sono
più alla ricerca di protezione in valute rifugio come quella elvetica.
Se la situazione si confermasse anche nei mesi restanti dell’anno
si tratterebbe del primo anno di discesa del Franco rispetto all’euro
dal 2007. Nel frattempo l’economia rossocrociata si conferma tra
le più vivaci dell’Europa e si appresta a sfruttare la ripresa dei
Paesi dell’eurozona che sono i principali partner commerciali della
Svizzera. L’espansione superiore al previsto evidenziata dal Pil nel
secondo trimestre (+2,1% annuo) ha comportato una revisione al
rialzo delle stime per l’intero 2013. Le previsioni d’autunno della
Segreteria di Stato dell’Economia (Seco) vedono quest’anno una
crescita al ritmo dell’1,8% rispetto al +1,4% stimato a giugno. Per il
2014, il Pil è visto mettere a segno un’ulteriore crescita su base più
solida, realizzando un aumento del 2,3%. Revisione al rialzo delle
stime anche da parte della Snb che ora vede una crescita tra l’1,5 e
il 2% quest’anno rispetto al range +1/+1,5% indicato in precedenza
e nel secondo semestre dell’anno è atteso un aumento dell’export
sostenuto dal rafforzamento della domanda.


Politica monetaria non cambia
Lo scorso mese l’istituto centrale ha ribadito che ritiene la divisa el-
vetica ancora a livelli troppo elevati. Nonostante il contesto dei mer-
cati finanziari globali sia migliorato l’istituto di Zurigo ha confermato
il livello del tasso Libor a tre mesi nel range 0-0,25% per evitare che
un inasprimento indesiderato delle condizioni monetarie intensifi
chi le pressioni al rialzo sul Franco Svizzero. Il consensus Bloomberg
vede il tasso Libor fermo ai minimi sia quest’anno che il prossimo.
Per quanto concerne il cross euro/chf le attese sono di un progres-
sivo allontanamento dal floor per salire fino a 1,30 chf a fine 2014.

Fonte:RBS