15.06.2014 / 12:36

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Russia Il dato sul PIL reale del primo quarto 2014 mostra un rallentamento della congiuntura. Inoltre, numerose rilevazioni evidenziano una debole attività economica anche nel secondo trimestre. Il dato relativo al PIL reale del primo trimestre 2014 segnala un rallentamento della congiuntura. La crescita del PIL si attesta allo 0,9% su base annua, contro un tasso di crescita del 2% registrato nel trimestre precedente. Aggiustando il dato alla stagionalità, il PIL del paese si è contratto del 3,4%, dopo un incremento del 2,5% registrato nel secondo semestre 2013. Si tratta di una stima “flash” quindi non sono ancora disponibili i dati suddivisi per singole voci, tuttavia è probabile che il declino sia dovuto in parte ad una contrazione nella domanda di investimenti in beni capitali ed in parte ad una discesa delle scorte, mentre il consumo privato dovrebbe confermarsi su buoni livelli. Dal punto di vista settoriale, le performance peggiori dovrebbero riscontrarsi nei settori costruzioni, utilities, healthcare e commercio all’ingrosso, mentre manifattura e commercio al dettaglio dovrebbero fornire supporto all’economia. Nel frattempo, le indagini PMI sul settore manifatturiero e dei servizi per il mese di aprile suggeriscono che l’attività economica del paese continua a rallentare anche nel secondo trimestre. Il PMI manifatturiero si attesta a 48,5, invariato rispetto a marzo ed al di sotto della soglia di espansione, mentre il PMI sui sevizi scende ulteriormente, passando da 47,7 a 46,8. In entrambe le indagini, le voci che preoccupano maggiormente sono quelle che riguardano l’andamento futuro dell’economia. Nel PMI manifatturiero il rapporto tra nuovi ordini e scorte continua a scendere e nell’ultimo mese si è attestato a 0,94, da 0,97 di marzo, un livello toccato soltanto durante le crisi del 2008 e del 1998. Nel PMI sui servizi, l’indicatore riguardante le aspettative di business è salito da 53,2 a 57,1. Bisogna considerare che la media storica per tale componente si attesta ad un livello molto elevato, pari a 72,2 ed i livelli attuali sono stati registrati soltanto nel 2008. In entrambe le indagini, gli indicatori riguardanti l’occupazione si confermano ad un livello inferiore ai 50 punti. Altri indicatori confermano la possibilità di un progressivo rallentamento del secondo trimestre: le vendite di auto sorprendono al ribasso, scendendo dell’8% annualizzato, contro attese del -2%. Il tasso di crescita dei prestiti rallenta ulteriormente, passando da +25,6% a +24%, mentre i depositi bancari crescono dell’1,7% (una crescita del risparmio potrebbe implicare meno consumi). Le importazioni dai paesi non CIS restano deboli e scendono del 6% ad aprile. Tutti questi indicatori sembrano essere stati impattati negativamente dal deprezzamento del rublo e dalle preoccupazioni verso la stabilità del sistema bancario. .