18.06.2014 / 21:25

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Messico Nonostante la limitata espansione dell’attività economica registrata nel primo trimestre, emergono segnali che lasciano spazio ad una ripresa nei prossimi mesi. L’inflazione potrebbe aver raggiunto il suo livello più basso ad aprile. Nel primo trimestre del 2014 l’economia messicana ha conosciuto un’espansione molto limitata, pari all’1,8% annualizzato. Tale debolezza è in gran parte dovuta alla progressiva decelerazione nel settore delle costruzioni che ha più che compensato la ripresa registrata nel settore manifatturiero. Scarsa anche la crescita del settore dei servizi, pari all’1,8% annualizzato. Alla luce della bassa crescita registrata nel primo trimestre, sia il ministero della finanza che la banca centrale hanno rivisto al ribasso le stime di crescita per l’intero 2014 al 2,7%. Sempre secondo tali stime ufficiali, nel 2015 la crescita del PIL dovrebbe attestarsi al 3,7% e l’output gap dovrebbe finalmente colmarsi solamente nel 2016. Nonostante i dati negativi emersi nei primi tre mesi dell’anno, alcune rilevazioni emerse nel corso dell’ultimo mese evidenziano una possibile ripresa dell’attività economica nel secondo trimestre 2014. Il dato riguardante la produzione di veicoli nel mese di aprile conferma il momentum positivo del settore automotive, attraverso una crescita del 3,9% su base annua. Aggiustando il dato alla stagionalità, si registra una crescita del 10% che comporta un rialzo della produzione a tre mesi al 7% annualizzato. Crescono anche le esportazioni del 9% annualizzato ad aprile dopo l’incremento del 12,9% del mese di marzo (+11% la media degli ultimi 2 mesi). Le vendite al dettaglio nel mese di marzo hanno fatto registrare un incremento più forte rispetto a quanto atteso, pari a +1,7% su base annua. Quest’ultima rilevazione suggerisce che i consumatori potrebbero aver “digerito” l’incremento delle tasse implementato ad inizio anno e lascia la possibilità per un ulteriore ripresa nei consumi per il prossimo trimestre. L’inflazione ad Aprile mostra un’estensione del trend ribassista. Rispetto al mese precedente, si rileva un calo dello -0,19%, leggermente più grande rispetto al calo previsto dal consensus (-0,13%). Il tasso di inflazione annuo è passato di conseguenza da +3,8 a 3,5%. Il ribasso è stato determinato principalmente da un calo dei prezzi dei cibi non trasformati (-1,1%) e dei prezzi regolamentati dal governo (-2%). È probabile che nel mese di aprile l’inflazione abbia raggiunto il suo livello più basso e riprenda a salire nei prossimi mesi. L’andamento dell’inflazione core confermerebbe tale view: ad aprile si è assistito ad un incremento di 0,2 punti percentuali, da 2,9 a 3,1%, determinato soprattutto da un rialzo nei prezzi dei servizi che, ad esclusione dei settori housing ed educazione, sono saliti dal 3,1% al 3,9%.