23.06.2014 / 17:37

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

India L’elevato consenso ottenuto da Bharatiya Janata Party rappresenta una buona opportunità per introdurre le riforme di cui il paese avrebbe bisogno. Il deficit commerciale di aprile si mantiene ad un livello contenuto. Le elezioni politiche nazionali hanno visto la vittoria del Bharatiya Janata Party, partito nazionalista hindu, con un consenso di gran lunga superiore rispetto a quanto molti exit poll avessero suggerito. Su 543 seggi disponibili il BJP è riuscito ad ottenere da solo 284 seggi, mentre la coalizione di cui fa parte ha ottenuto 336 seggi in totale. Un risultato del genere soltanto sei mesi fa era giudicato molto improbabile. La maggioranza ottenuta è la più larga degli ultimi trenta anni ed i seggi ottenuti dal BJP rappresentano il record storico per il partito. I mercati hanno accolto positivamente l’esito delle elezioni, determinando un rialzo nel mercato dell’equity ed un apprezzamento della divisa locale. Il raggiungimento di una maggioranza così elevata infatti, può consentire l’implementazione di importanti riforme strutturali per il paese nel medio termine, fattore indispensabile per una crescita più solida del paese. In particolare, possono essere introdotte significative modifiche al DTC (direct taxes code), la rettifica del Coal Mines Nazionalization Act e riforme strutturali per il mercato del lavoro. Nessuna di queste riforme potranno essere introdotte velocemente o con una certa facilità, ma la maggioranza ottenuta rappresenta una buona opportunità per portarle a termine. Come atteso, il deficit commerciale ad Aprile resta ad un livello contenuto, attestandosi a 10,1 miliardi di dollari, leggermente inferiore rispetto ai 10,6 milioni di marzo. Le esportazioni, dopo essere scese quattro volte negli ultimi cinque mesi sono salite del 5,6% rispetto al mese precedente, attestandosi al 6% annualizzato. Tale rimbalzo era atteso, considerato che negli ultimi mesi il componente nuovi ordini per l’export nel PMI manifatturiero era salito sensibilmente. Il bilancio della crescita delle esportazioni negli ultimi tre mesi resta comunque negativo, anche se in misura marcatamente inferiore rispetto a quanto rilevato precedentemente. Le importazioni di tipo “non-oil” e “non-gold”, dopo gli incrementi marcati registrati in precedenza scendono dello 0,8% rispetto a marzo. Negli ultimi tre mesi tali importazioni sono comunque salite del 17%, possibile sintomo di una ripresa della domanda domestica. Se tale processo proseguisse nei prossimi mesi, probabilmente assisteremmo a nuovi incrementi nel deficit commerciale.