14.07.2014 / 20:27

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Cina Il rallentamento dell’attività registrata nel mercato immobiliare rappresenta un rischio al ribasso per la crescita del PIL nel 2014. Tuttavia, il PMI manifatturiero evidenzia la possibilità di un modesto recupero a partire dal secondo trimestre. L’indicatore riguardante i prezzi delle abitazioni nelle 70 città principali per il mese di maggio, mostra un declino dei prezzi in 35 città, un incremento in 15 città e una variazione nulla nelle restanti 20. Dunque, il 50% delle città prese in esame hanno mostrato una contrazione dei prezzi. Una percentuale così elevata non veniva registrata da maggio 2012, quando i prezzi scesero nel 61,4% delle città totali (43/70). In media, il prezzo nazionale delle abitazioni è sceso dello 0,2% rispetto al mese precedente. Si tratta del primo declino da giugno 2012. Rispetto a maggio 2013 i prezzi sono saliti in 69 città, con l’eccezione di Wenzhou, dove è stato registrato un calo del 4,8% su base annua. Il rallentamento dei prezzi rispetto al mese precedente è stato confermato anche da Soufun, un provider privato di statistiche sul mercato immobiliare. L’attività del mercato immobiliare ha iniziato a rallentare da inizio 2014 e nei mesi di aprile e maggio si sono registrati i deterioramenti più marcati, come dimostrato dalle vendite di abitazioni, scese del 15,7% ad aprile e del 10,8% a maggio. Tale processo di aggiustamento nel mercato immobiliare è determinato da due fattori principali. Innanzitutto da un surplus di offerta rispetto la domanda, basti pensare che nel 2013, sono state avviate nuove costruzioni di immobile per 1,46 miliardi di metri quadrati, mentre le vendite di abitazioni sono arrivate a 1,16 milioni di metri quadrati. Inoltre, il restringimento della politica monetaria da parte della banca centrale nel secondo semestre 2013, ha determinato un rallentamento della “finanza ombra”, fattore che ha contribuito a restringere la disponibilità di credito. Il processo di aggiustamento del mercato immobiliare è simile a quello registrato ad inizio 2012, ma in questo caso potrebbe risultare di più lunga durata. Le preoccupazioni più grandi riguardano le implicazioni che tale processo potrebbe avere sulla crescita, considerato che il settore immobiliare nel 2013 rappresenta il 12,3% del PIL ed ha contribuito per il 15,1% sulla crescita del PIL. Il PMI manifatturiero elaborato da Markit nel mese di aprile mostra un incremento di 1,3 punti a 49,4. Tale rilevazione confermerebbe la view secondo cui il l’attività economica del paese ha conosciuto il suo momento peggiore nel primo trimestre dell’anno e potrebbe mostrare un modesto recupero nel trimestre successivo. Anche il PMI manifatturiero di NBS mostra un miglioramento, passando dai 50,4 punti di marzo ai 50,8 punti di aprile. Si registra un aumento marcato dei nuovi ordini ed un abbassamento delle scorte, con un effetto positivo nel rapporto tra nuovi ordini e scorte, attualmente al di sopra della media registrata nel 2013.