17.07.2014 / 21:04

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Le sorti dei mercati Europei siano essi azionari o obbligazionari sono ormai legate direttamente ed esclusivamente alle decisioni della BCE in materia di politica monetaria e soprattutto di interventi straordinari. Il mercato ha già digerito, con pochi effetti, la manovra di giugno ed attende il varo di una manovra più incisiva, caratterizzata dall’implementazione di un vero e proprio programma di QE. In questo senso il FMI ha più volte invitato la BCE ad intervenire, ma la BCE oltre ad aver ribadito chiaramente la sua indipendenza, ha dichiarato, al momento, che la mossa è prematura. Il rischio è che siano i mercati a costringere, in qualche modo, la BCE ad agire. Basterebbero pochi catalyst, quali un rallentamento della crescita in Europa o in USA, dichiarazioni da parte della FED di possibili rialzi prima del previsto, per far scattare le vendite su tutte le asset class, con relativo aumento della volatilità. In tale scenario, che potrebbe concretizzarsi a luglio-agosto, potremmo assistere ad un ribasso anche nell’ordine del 10% dei listini azionari, ribasso necessario e sufficiente per spingere la BCE ad intervenire. Riteniamo, quindi, che questa fase sia molto delicata e che ci sia un forte rischio di un cambio improvviso del trend delle borse a breve.