20.07.2014 / 19:29

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Giappone L’effetto distorsivo del rialzo delle tasse sui consumi ha determinato una discesa dei consumi più elevata rispetto le attese. Tuttavia, il governatore Kuroda si è mostrato fiducioso verso l’andamento futuro dell’attività economica del paese e dell’inflazione. L’indice riguardante il consumo privato nel mese di aprile è sceso del 7,9% rispetto al mese precedente. Si tratta del declino più marcato dall’inizio della serie nel 1994. Al livello attuale l’indice si attesta ad un livello inferiore del 5,5% rispetto alla media del primo trimestre 2014. Effettuando un paragone, nel 1997, quando la tassa sui consumo passò dal 3% al 5%, l’indice scese del 6,2% ad aprile ad un livello inferiore del 3,9% rispetto la media del trimestre precedente. Probabilmente nei prossimi due mesi assisteremo ad un rimbalzo dei consumi, tuttavia esiste la possibilità che la media del secondo trimestre si attesti ad un livello più basso rispetto a quanto inizialmente previsto dal consensus. L’indagine Economy Watchers, riguardante il sentiment di famiglie ed imprese, del mese di maggio confermerebbe la view secondo cui l’attività economica giapponese ha conosciuto il suo picco più basso ad aprile. L’indicatore riguardante le condizioni correnti è salito di 3,5 punti, recuperando parte della discesa registrata ad aprile, pari a 16,3 punti. L’indicatore riguardante l’outlook per i prossimi 2-3 mesi, è salito ulteriormente a 53,8 punti, attestandosi al livello più elevato degli ultimi 5 mesi. Come atteso, la banca centrale nell’ultimo meeting ha mantenuto invariati i tassi di interesse. Il governatore Kuroda ha confermato il piano di acquisti previsto dal Quantitative Easing e la crescita annua della base monetaria ad un livello pari a 60-70 trillion di yen. Nella conferenza stampa non sono emersi nuovi dettagli: Kuroda ha mantenuto l’obiettivo di un indice dei prezzi al consumo al 2% entro il 2015, confermando l’andamento dell’attività economica e dei prezzi mostrati nel report di aprile. Nel breve termine l’inflazione dovrebbe restare attorno all’1,25% per poi iniziare a crescere in maniera più sostenuta a partire del secondo semestre 2014. Ha inoltre dichiarato che gli effetti depressivi derivanti dal rialzo delle tasse sui consumi scompariranno entro fine estate e che l’attività economica andrà incontro ad un graduale rialzo, superando il tasso di crescita potenziale nel prossimo autunno. Kuroda ha mostrato preoccupazione riguarda la crescita dell’export inferiore rispetto alle attese nel mese di aprile, ma ha enfatizzato che tale fattore non ha cambiato la sua view positiva verso l’andamento dell’attività economica nel breve termine. L’indice riguardante le esportazioni reali è sceso del 2,2% a maggio rispetto al mese precedente, più che compensando il rimbalzo dell’1,4% di aprile. Ai livelli attuali, la traiettoria delle esportazioni è impostata verso un declino del 2,6% annualizzato per il secondo trimestre. Tuttavia, si evidenzia una debolezza più marcata nelle importazioni che scendono del 2,6% rispetto al mese precedente, dopo la contrazione del 9,9% di aprile. Tale andamento negativo delle importazioni rappresenta un rischio al rialzo sul contributo del commercio estero sul PIL per il secondo trimestre.