21.07.2014 / 20:04

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Russia Le indagini PMI confermano la debolezza attuale dell’attività economica del paese anche se alcuni elementi puntano verso un miglioramento della situazione in ottica futura. I dati sulle importazioni mostrano che la domanda domestica si è indebolita in misura inferiore alle attese. Le indagini PMI del mese di maggio mostrano un’attività economica ancora debole sia nel settore manifatturiero (48,9) che in quello dei servizi (46,1). In entrambe le indagini il componente output si conferma ampiamente al di sotto della soglia di espansione, senza mostrare alcun segnale di miglioramento rispetto al mese precedente. L’indicatore occupazione fa registrare un declino, a causa dei tagli ai posti di lavoro implementati dalle aziende per contenere i costi. Nonostante ciò, emergono alcuni segnali positivi negli indicatori che guardano all’attività economica futura. Nel PMI manifatturiero il rapporto tra nuovi ordini e scorte a salito da 0,94 a 1,04. Il livello è ancora basso, ma può rappresentare un inizio di inversione della tendenza. Nel PMI sui servizi l’indicatore riguardante le attese future di business è salito da 57,1 a 58,5, un livello più basso rispetto la media storica ma ampiamente superiore rispetto ai minimi registrati durante il picco della crisi tra Russia e Ucraina. Anche il backlog di lavoro è salito in entrambe le indagini. Le principali rilevazioni emerse nell’ultimo mese mostrano segnali contrastanti. Il consumo di energia elettrica è salito dello 0,3% annualizzato a maggio, dopo il calo dell’1,5% registrato nel mese precedente. Si registra invece un calo del trasporto merci su rotaia, sceso del 2,2% su base annua. Per quanto riguarda il settore dell’energia, si rileva una crescita della produzione di gas dello 0,7% annualizzato (-6,8% lo scorso mese), mentre la produzione di petrolio fa registrare un indebolimento, passando da +0,8% a +0,6%. Si rileva inoltre un crollo delle vendite di nuove automobili, scese del 12% annualizzato. Negli ultimi tre mesi tali vendite sono scese del 31%. Tale discesa ha riguardato principalmente i brand esteri, su di cui il deprezzamento del rublo ha avuto un impatto particolarmente negativo. Si registra infine un calo nella creazione del credito, con rallentamenti nella crescita dei prestiti ad imprese (da +18,2% a +17,6) e famiglie (da +23,9% a +22%). Le importazioni dai paesi non CIS sono salite del 2,7% annualizzato nel mese di maggio, dopo il calo del 6,1% registrato ad aprile. Aggiustando il dato alla stagionalità, si rileva un incremento dell’1,3% rispetto al mese precedente, guidato principalmente dalle importazioni di macchinari. Inoltre, i ricavi provenienti dai prodotti non petroliferi fanno registrare un incremento del 35% a maggio. Queste due rilevazioni testimoniano che la domanda domestica si è in realità indebolita in misura inferiore rispetto a quanto inizialmente atteso. .