22.07.2014 / 19:37

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Turchia Il dato sul PIL per il primo trimestre 2014 mostra una crescita più elevata rispetto alle attese. Positivo il contributo delle esportazioni nette e dei consumi, mentre si registra un calo marcato degli investimenti. Nonostante il rialzo dei tassi e la crescente instabilità politica registrati da inizio anno, nel primo trimestre 2014 il PIL reale fa registrare una crescita più elevata delle attese, attestandosi al 4,3% su base annua contro attese del consensus pari a +3,3%. Il contributo maggiore proviene dalle esportazioni nette, grazie alla crescita delle esportazioni dell’11,4%. Dal punto di vista della domanda domestica si registra un rallentamento inferiore rispetto a quanto inizialmente atteso. La crescita del consumo privato è sceso a +2,9% da +5,3% registrato nel trimestre precedente. Positivo il contributo derivante dal consumo pubblico, salito dell’8,6% su base annua. La performance ottenuta conferma che nonostante i target dal punto di vista fiscale siano stati mantenuti, le autorità turche avrebbero potuto optare per una politica fiscale ancora più restrittiva, in modo da determinare un contributo maggiore nel processo di disinflazione. Da tale rilevazione è possibile ipotizzare una crescita annua del PIL nel 2014 del 3%. Le possibilità di un ulteriore allentamento della politica monetaria da parte della banca centrale e le possibilità di una ripresa marcata dell’export nell’Europa del sud costituiscono dei rischi al rialzo su tale previsione, mentre le possibilità di deterioramento del sentiment della popolazione a causa delle tensioni politiche e soprattutto un declino dell’output agricolo determinato da condizioni metereologiche avverse costituiscono i principali rischi al ribasso. Come atteso, tassi di interesse più elevati e la crescente instabilità politica hanno determinato una stagnazione nella domanda di investimenti. La formazione di capitale fisso è scesa marcatamente, passando da +6,4% nel quarto trimestre 2013 a -0,5% nel primo trimestre 2014. E’ necessario infine considerare la discesa dell’1,2% delle scorte, che hanno determinato un contributo negativo nella crescita del PIL. Probabilmente la domanda è risultata più elevata rispetto le attese dei produttori, determinando una riduzione delle scorte in magazzino. Tale aspetto va interpretato positivamente e spiegherebbe anche la forte crescita nella produzione industriale registrata negli ultimi mesi.