26.07.2014 / 13:00

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Australia La crescita del PIL più elevata del previsto è dovuta esclusivamente al marcato incremento delle esportazioni di commodities non agricole. Il dato sulle vendite al dettaglio conferma il rallentamento dei consumi. La rilevazione sul PIL del primo trimestre del 2014 sorprende al rialzo, evidenziando una crescita di 1,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Tuttavia analizzando i dettagli della rilevazione, si evidenzia una crescita non bilanciata. La maggior parte del rialzo è dovuto al netto incremento delle esportazioni nette, salite dell’1,4% rispetto al trimestre precedente. Si tratta del livello più elevato dal 2009, quando si verificò un crollo delle importazioni. Tale rimbalzo è stato determinato da elevati volumi di esportazioni di commodities non agricole. I volumi totali di export sono saliti del 4,8% rispetto al trimestre precedente, il rialzo più elevato dal 2000. Le esportazioni potrebbero restare forti per tutto il 2014 anche se un ritracciamento dai livelli attuali nei prossimi trimestri è molto probabile. Per il resto, si evidenzia una situazione ancora difficile del settore mining, una spesa domestica ancora debole (ed in parte determinata da un tasso di risparmio ancora troppo elevato), ed un calo degli investimenti pubblici. La spesa lorda nazionale è scesa di altri 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e si è attestata al di sotto dell’1% per cinque trimestri consecutivi. Le vendite al dettaglio ad aprile mostrano una crescita dello 0,2% rispetto al mese precedente, un livello leggermente più basso rispetto a quanto atteso dal mercato. Tale rilevazione conferma il rallentamento del settore registrato negli ultimi mesi. Infatti, dopo il rialzo registrato nel periodo a cavallo tra fine 2013 ed inizio 2014, abbiamo assistito ad un marcato declino dei consumi. Tale andamento era atteso, considerata la debolezza dei redditi evidenziata nei report sul mercato del lavoro, il mantenimento del tasso di risparmio su livelli eccessivamente elevati e la scarsa crescita del credito. L’outlook per i prossimi mesi resta piuttosto negativo: la crescita potrebbe subire un rallentamento ulteriore, viste le politiche fiscali restrittive che potrebbero determinare un ulteriore rallentamento nei consumi ed un deterioramento nella fiducia.