27.07.2014 / 20:49

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Europa Centrale Nonostante nell’ultimo trimestre sia stato riscontrato un tasso di crescita del PIL inferiore rispetto ai trimestri precedenti, i dettagli mostrano alcuni segnali incoraggianti ed evidenziano uno spostamento della crescita verso le variabili più esposte alla crescita domestica. In Polonia ed in Ungheria, gran parte della crescita registrata è stata guidata dagli investimenti fissi, mentre la contrazione registrata in Romania è stata causata dalle misure fiscali restrittive che hanno determinato una discesa degli investimenti pubblici. L’intera regione continua a beneficiare dei flussi in entrata provenienti dai fondi europei, che sono stati utilizzati principalmente per le spese in infrastrutture. In Ungheria, gli investimenti collegati con il settore manifatturiero sono saliti del 28% annualizzato, guidato dal settore automotive. Anche il consumo privato sta continuando il suo percorso di recupero, soprattutto in Romania, che ha fatto registrare l’incremento più elevato tra tutti i paesi dell’area. Il settore manifatturiero si conferma un importante driver di crescita per tutta l’area, ad eccezione della Repubblica Ceca, dove tuttavia si registra una crescita positiva in tutti gli altri settori. Il settore agricolo, nonostante un output nella media, ha sottratto punti alla crescita del PIL in tutti i paesi tranne che in Repubblica Ceca. Nel corso del secondo trimestre del 2014 le indagini sulla fiducia dei consumatori continuano a salire progressivamente, mentre le indagini PMI stanno inviando segnali contraddittori. La fiducia dei consumatori continua a salire grazie alla progressiva riduzione dell’inflazione, la presenza di tassi di interesse al minimo storico, la stabilizzazione del mercato del lavoro e l’implementazione di politiche fiscali espansive. Al contrario, il PMI manifatturiero è sceso di ben 6 punti in Polonia, soprattutto a causa del crollo dei nuovi ordini di esportazioni determinati dalle tensioni in Ucraina, e di un punto in Ungheria. La discesa registrata in Polonia è confermata anche dal dato negativo della produzione industriale nel mese di maggio, scesa dell’1,5% rispetto al mese precedente. Il declino è stato guidato principalmente dal calo nel settore manifatturiero. Dopo tale rilevazione, si registra una variazione nulla nel periodo aprile-maggio rispetto al primo trimestre dell’anno. Nonostante il carattere temporaneo di tale discesa, sono possibili alcune revisioni al ribasso sulle stime di crescita del paese per l’anno 2014. L’attuale contesto di debolezza, combinata con il rallentamento nel tasso di inflazione, potrebbe indurre la banca centrale ad implementare un ulteriore allentamento della politica monetaria nei prossimi mesi.