17.09.2014 / 15:37

IL PUNTO MACRO DI ZEYGOS

Lo scenario dei mercati Europei è strettamente legato al connubio governi-BCE. Se da un lato la BCE ha ormai esaurito tutte le armi a disposizione per favorire una ripresa economica (con taglio dei tassi), per garantire un’adeguata trasmissione della politica monetaria all’economia reale (con il piano di acquisto degli ABS), per aumentare la competitività sull’estero dei paesi di Eurolandia (mediante mosse dirette a svalutare il cambio), i governi rimangono ancora incerti nell’implementare le riforme strutturali necessarie per far ripartire le rispettive economie. Tra le nazioni che necessitano maggiormente di riforme immediate vanno annoverate l’Italia e la Francia. Nei prossimi mesi il focus del mercato si sposterà progressivamente dalla BCE alle azioni dei governi. Sull’implementazione delle riforme e sui dati macroeconomici si baserà l’eventuale ulteriore rialzo dei mercati. In mancanza di miglioramenti tangibili sul fronte macro e sul fronte politico, difficilmente i rialzi dei primi giorni di settembre potranno essere mantenuti a lungo, visto che ci troviamo in un contesto di rallentamento economico e di revisione al ribasso delle stime di utile societari. Altro rischio tutt’ora presente, seppur in maniera meno marcata, è il rischio relativo al conflitto in Ukraina. Nonostante gli ultimi sviluppi facciano supporre un accordo di pace, il rischio di un dietrofront diplomatico potrà ancora pesare sui listini.